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******************************************************************************* Dopo aver superato la piana nella quale è distesa Wattens imbocchiamo una nuova valle (Vattental) che sale lungo strade forestali Uno sbarramento piantonato da militari suscita la nostra meraviglia. Da un cartello anche in inglese si capisce che l’intera area è un poligono militare. L’accesso ai turisti è regolamentato e certe zone possono essere chiuse per alcune ore del giorno. Superati i 2000 metri la valle si allarga in una vastissima piana all’inizio della quale sorge Lizurem Hutte. Il circo di montagne rilascia numerosi piccoli torrenti per formare un ambiente da cartolina. Il vecchio rifugio è stato inglobato in una nuova costruzione. L’interno, tutto rivestito di legno chiaro è davvero bello e, oltre ad ambienti pulitissimi e confortevoli è dotato di moderni sistemi di illuminazione e sicurezza. All’ingresso accanto all’ampio vano scale c’è una grande parete attrezzata per l’arrampicata. All’esterno, altre due facciate dell’edificio sono attrezzate con moltissimi appigli artificiali. La sera è “allietata” da un gruppo di militari in libera uscita che festeggiano un compleanno a suon di birre. LIZUMER HUTTE 10 giugno ******************************************************************************** Un nuovo incontro con l’Isaar. A Monaco un fiume imponente e straripante ora diventato un bel torrente di montagna. Dopo qualche chilometro giungiamo alla sua sorgente. Qui le acque sono limpidissime e fredde, circondate da una vegetazione verdissima. Percorrendo la valle Hinterautal camminiamo ai piedi delle aspre cime del gruppo Karwendelgebirge. così la quinta tappa ci porta a passare sotto il Birkkarspitze (m.2749) e al cospetto di grandi pareti. Sulla sommità della valle sorge in bellissima posizione Halleranger Alm, battuta dal vento in una bellissima serata di prima estate. Davanti a un boccale di birra ammiriamo le stupende pareti del Lafatscher m.2636 e Speckkarspitze m.2621.
Il calore del rifugio rende piacevole la cena La nuova giornata comincia con una salita a Lafatscher joch (m 2081), in ambiente ampio e spettacolare dove incontriamo e superiamo una slavina per fortuna con neve dura e ben calpestabile. La discesa è accompagnata da un costante aumento della temperatura. Dopo una breve sosta a S. Magdalena dove sorge una chiesetta affrescata e un accogliente Gasthause riprendiamo la discesa checi porta in un caldo insopportabile. Con fatica percorriamo il S. Jackob weg . Questo nome ci ricorda San Giacomo di Compostela e in realtà comincia ad apparire il simbolo che accompagna i pellegrini sul “cammino” ma essendo così lontano dalla parte più nota del percorso compostelliano quasi non ci facciamo caso . Finchè arriviamo a una chiesa con annesso convento intitolati a San Martin. San Martin è anche il patrono di Belluno e quindi è d’obbligo una visita. L’interno è affrescato con colori vividi che risaltano splendenti dalle candide pareti. Una giovane ragazza è seduta tra boccette di colori, pennelli e odore di trementina davanti a un piccolo altare laterale. Ha un bel sorriso e con un buon italiano, molto volentieri risponde alle nostre domande. – Questa è una delle più belle chiese gotico-tirolesi- dice. – Dall’anno scorso la stiamo restaurando e a luglio di quest’anno sarà finita Accanto al portone dell’annesso convento c’è una insegna di un letto e sotto, questa volta inequivocabile, il simbolo della “fleccia amarilla”. Tiriamo il campanello e quando la suora appare chiediamo ospitalità. Nel convento vivono ora solo tre suore. Una stanza per noi c’è: “se vi accontentate” dice la Madre che parla un po’ italiano. La stanza fresca e i copri piumini candidi sono una meraviglia. Altroche se ci accontentiamo!
SAN MARTIN 9 giugno ******************************************************************************** Lunghi percorsi su dolci ondulazioni boschive e su pascoli verdissimi ed ampi ci portano al cospetto del Karwendel. Alla Karwendel Haus troviamo un breve riparo dal vento gelido che soffia in quota. Il rifugio posto in cima alla valle che porta a Scharnitz è raggiungibile anche in bicicletta ma i giovani che vediamo salire faticosamente con questo mezzo arrivano con la faccia un po’ sconvolta. Qui Iuk non è accettata, così, non avendo scelta discendiamo la valle fino a Scharnitz . SCHARNITZ (A) 7 giugno ******************************************************************************** Al cospetto della Benedectine Wand la malga è strapiena e così, il momento che pensavamo dovesse segnare la fine della nostra camminata si trasforma, nonostante l’ora (18.00), nell’inizio di un’altra giornata. Una nuova salita seguita da una lunga discesa che ci fa scoprire bellissimi giochi d’acqua ci portano sugli ultimi chilometri in piano prima del paese di Jachenau. Il nostro navigatore (MyNav) ci dice che oggi abbiamo percorso più di 40 km. A Jachenau è festa e sembra impossibile trovare una stanza libera. Solo la testardaggine di una coppia di turisti tedeschi riesce a farci trovare una sistemazione. Così la notte, davanti ad una buona bottiglia di vino, sancisce la scoperta di nuovi amici. JACHENAU (D) 5 giugno
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