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12 Luglio
Milena e Valerio sul sito ufficiale della Via Alpina

Inno all'avventura

Un fiero sorriso mi sfiora le labbra
se penso a ciò che sto per fare
La scarpa giusta, lo zaino in spalla
a piedi da un mare a un altro mare
C’è chi mi guarda come fossi matto
c’è chi mi dice «Sarà dura!»
C’è chi mi ascolta con rispetto
chi mi incoraggia «Sarà un’avventura!»
Io non so bene quale sia
la definizione di questa impresa
So che mi sento gagliardo nel cuore
perché nessun altro l’ha mai intrapresa
Non riesco neanche ad immaginare
il caleidoscopio di emozioni
che mi attraverseranno in questi mesi
toccando il suolo di sei nazioni
Quattro lingue diverse sul mio palato
con dialettismi e sfumature
e con la ricchezza senza misura
di punti di vista, cucine, culture
Sei mondi che si fondono assieme
dove non esiste alcun confine
dove la Natura ha il suo reame
ma senza Re e senza Regine
Forse tu ti starai chiedendo
dalla tua calda poltrona imbottita
cosa mi spinga a questa scelta
a questo traguardo nella mia vita
Beh la risposta non è qualcosa
che io ti sappia spiegare a parole
è qualcosa che sento ma che non vedo
e non tocco, come un raggio di sole
è una spinta che viene da dentro
e che ti fa guardare al di là
è un mettersi in gioco, un divertimento
che è diventato necessità
Mi addentrerò fra quelle cime
varcando i confini del regno animale
Mi addentrerò fra quelle cime
come se entrassi in cattedrale
Stessa sacralità, stesso rispetto
fra campanili, pinnacoli, navate
La mia preghiera sarà la mia voce
che scivola sulle alture innevate
sarà il mio piede che lascia un’impronta
sarà la mia mano che sfiora un fiore
sarà la condensa della mia bocca
sarà ogni battito del mio cuore
Fra monti e valli e colline e ruscelli
fra pendii scoscesi e morbidi prati
fra rocce, ghiaioni, bivacchi e malghe
fra mulattiere, sentieri, sterrati
seguendo il ritmo del mio cammino
seguendo i ritmi della Natura
cercando un qualcosa dentro di me
cercando per il mio male una cura
cercando forse una risposta
senza conoscere la domanda
con chiara in mente quale sia la posta
per me e per il mondo che mi circonda
Perché non esiste un allenamento
che ti prepari per la tua Vita
la devi affrontare in ogni momento
giocando fino in fondo la tua partita
E se le carte che stringi in mano
e che la sorte ti ha assegnato
non sono quelle che desideravi
non sono quelle che ti eri aspettato
stringile forte e giocale bene
senza abbandonare il gioco mai
perché, amico mio, quelle vecchie carte
in fondo sono tutto ciò che hai


A Valerio
e Milena

Francesco Bristot

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Finalmente usiamo la mantella!
Martedì 11 Agosto 2009 22:15
Valicato il passo Giramondo cominciano a cadere le prime gocce che presto si trasformano in pioggia battente. L’ambiente è comunque bello e, l’assenza di fulmini ci fa godere dello spettacolo dei pascoli inzuppati d’acqua con le mucche indifferenti che continuano il loro ruminare. Quando arriviamo in prossimità del Wolayersee alla pioggia si aggiunge un forte vento. Senza scegliere entriamo nel primo rifugio: una bella struttura in legno in riva al lago, è il Wolayersee hutte. IMG_5662
Ci è sempre andata bene ma il dubbio è sempre lo stesso: ci accoglieranno anche con Iuk? Anche questa volta la soluzione è trovata: dormiremo nel bivacco, ambiente accogliente e riscaldato da una bella stufa a legna. Cena alle 18.30. Dal menù declamato in tedesco scegliamo spaghetti aglio e…( olio e peperoncino, supponiamo noi). Arriva un bel piatto di spaghetti aglio e…..panna! Dopo cena, con l’aumentare delle birre sui tavoli, aumenta l’allegria, compare una chitarra e comincia una sorta di gara di canto tra due tavolate contrapposte. In nostro onore ci scappa anche “La montanara”.
Il rumore della pioggia spinta dal vento contro i vetri appannati accompagnerà il nostro sonno. Al mattino residui di nuvole si specchiano nel laghetto color smeraldo incastonato fra le rocce a picco, lo lasciamo percorrendo ancora una volta un vallone innevato che ci porta alla forcella sovrastante per poi discendere dalla parte opposta costeggiando le pareti del Colians.
Stiamo percorrendo la Traversata Carnica. Non essendoci però rifugi davanti a noi se non dopo diverse ore decidiamo di scendere a Timau. Prima di iniziare il sentiero di discesa incrociamo la Malga Palgrande di Sotto. Qui un gruppo di speleologi ci invitano a restare con loro per cena e per la notte. Accettiamo. Queste persone appartenenti al Gruppo Speleologico Prealpino stavano eseguendo la mappatura delle trincee e delle gallerie italo austriache della prima guerra mondiale. Il Comune di Timau ne farà un museo all’aperto.
Sempre seguendo la Traversata Carnica valicando il Passo di Pal Grande abbiamo la sorpresa di vedere sullo sfondo al di là dell’ultima fila di montagne una striscia blu: IL MARE, La giornata finisce al rifugio Fabiani. E lì per la prima volta scopriamo che la regione Friuli ha dotato tutti i rifugi e le malghe di una piccola biblioteca contenente gli stessi libri (di montagna).In questo modo di rifugio in rifugio si può continuare la lettura dello stesso libro. Il sentiero che corre ora tra prati umidi, rododendri ormai sfioriti, mughi e erbe dalle mille sfumature di verde all’improvviso sale sotto le biancheggianti crode della Creta di Aip e attraverso un sentiero in costa ci porta a vedere gli impianti del Passo di Pramollo. Ancora un paio d’ore e finalmente ci accoglie il Rifugio Al Gallo Forcello con una calda doccia e una abbondante cena.IMG_5645
Il giorno dopo arriviamo ad Egger alm, paesaggio da cartolina, con mucche che girano tra le case in legno sparpagliate su prati smeraldo,troppo presto per fermarci, così puntiamo all’alpeggio successivo. Qui abbiamo l’amara sorpresa di scoprire che non c’è nessuna possibilità di alloggio. Ci offrono in maniera un po’ scortese (è la prima volta) di dormire in una stalla. Visto le condizioni dell’ambiente decidiamo di proseguire per la malga successiva a quasi 3 ore di strada. Poco prima di raggiungerla comincia a piovere ed è ormai quasi buio. Si può immaginare il nostro stato d’animo quando dopo la nostra richiesta di alloggio sentiamo dalla cucina una voce : “cane nein!”. La prima signora ci fa segno di non ascoltare e di seguirla al piano di sopra. Un ballatoio per il cane e una stanza che ci è sembrata una reggia.
A cena la signora burbera si era già ammorbidita e la mattina dopo ci avrebbe dato una grande soddisfazione dicendoci che quelli come noi erano i clienti che gli davano la voglia di lavorare. Mentre salutava anche Iuk, un gruppo di scout tedeschi intonavano una canzone dolcissima, in cerchio e sotto la pioggia. Momenti bellissimi!
Viste le previsioni che davano pioggia ci dirigiamo a fondovalle e da Camporosso ( in prossimità di Tarvisio) saliamo sul monte Lussari (m 1800) dove al rifugio “Locanda al Convento “ avevamo trovato l’unico alloggio libero. Il borgo è piccolissimo e disteso su un crinale della montagna con una incredibile vista sulle montagne slovene C’è poca luce intorno a noi, ma un cielo che si va velando ci impedisce di vedere le lacrime di San Lorenzo, il più bel spettacolo messo in scena dalla volta celeste.
Arriviamo in Slovenia attraverso una ciclabile bellissima, ma noiosa da percorrere a piedi e per di più asfaltata. Il primo paese è piccolo ed accogliente... ma questo è un altro capitolo.

RATECE (Slovenia) 10 AGOSTO
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