La ricerca scientifica

Comunicato stampa

Pordenone, 11 ottobre 2008 
CONGRESSO NAZIONALE DI NEFROLOGIA
– 9° Simposio Multidisciplinare –
PATOLOGIE RENALI, L’ATTIVITA’ FISICA PUO’ MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA DI CHI NE SOFFRE

La nuova sfida di Valerio Sani, atleta nefropatico che trova giovamento dalla corsa: attraversare a piedi le Alpi da Montecarlo a Trieste  

Successo di partecipazione: 150 persone in Fiera sin dal mattino  La prossima sfida? “Attraversare le Alpi di corsa. Da Montecarlo a Trieste in 100 giorni”. A lanciare l’impresa (in programma nel maggio del 2009) è un’atleta speciale che, a livello di funzionalità, è come potesse contare soltanto su mezzo rene. Eppure senza correre il sessantaduenne Valerio Sani non riesce a vivere. Anzi, proprio l’attività fisica gli sta permettendo di vivere meglio. Ovvero di abbassare, senza un’apparente spiegazione scientifica, i valori sanguigni di alcune sostanze alterate dalla sua nefrologia. Dopo aver corso la prima maratona nei Magredi organizzata da Antonio Iossa e dal suo staff lo scorso giugno, Sani è tornato in provincia, accompagnato dal professionista, Ermanno De Paoli Vitali, che lo sta curando a Belluno e alla dottoressa, Francesca Della Bianca, che lo ha seguito durante Magraid, per partecipare al convegno nazionale organizzato dall’Apped onlus e dal Triathlon Team sui benefici dello sport per la vita di chi soffre di patologie renali. Quale migliore testimonianza della sua? Corre e i suoi dati clinici migliorano. Un caso raro e per certi versi inspiegabile anche per gli stessi luminari che hanno affollato la sala congressi della Fiera di Pordenone. L’analisi del caso Sani è stato l’epilogo di una giornata di lavori seguita da una platea di 150 persone (tra cui molti professionisti e studenti) sin dal primo mattino e omaggiata dal saluto del sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello e dalla presenza dell’assessore allo Sport del Comune di Cordenons, Stefano Mazzacani.   “La partecipazione è stata superiore alle previsioni” ha ammesso Giacomo Panarello, direttore del centro di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Santa Maria degli Angeli, per l’occasione responsabile scientifico del simposio assieme al professore di Fisiologia umana dell’università di Udine, Pietro Enrico Di Prampero. “Abbiamo parlato di nefropatie – commenta Panarello – fornendo l’indispensabile visione clinica, ma usando termini chiari e comprensibili. E, soprattutto, si è parlato di qualità della vita del nefropatico, aspetto spesso non preso in considerazione dagli specialisti, il quale ha tra le sue componenti più importanti l’attività fisica. Eppure quando uno è malato nella concezione comune non dovrebbe muoversi. Questo convegno ha fornito una prospettiva diversa”. Di qualità della vita nella malattia renale cronica ha parlato nello specifico Paul Kimmel, giunto a Pordenone dall’università di Washington, e considerato uno dei primi 5 specialisti in tale ambito degli Stati Uniti. In generale tutti i luminari (tra gli altri, Giuseppe Bellini, Baz De Baz, Ettore Bartoli e Massimo Pagani) succedutisi sul tavolo dei relatori hanno contribuito, analizzando diversi aspetti dell’insufficienza renale, alla riuscita del convegno. Pietro Vidotto, presidente dell’Apped, ha spostato inoltre l’attenzione sul ruolo, spesso fondamentale, dell’associazione di volontariato nel sostegno ai malati di patologie renali.     Pierantonio Stella  Ufficio Stampa  asd TRIATHLON TEAM

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