Giorno 16

Oggi ci si è messo anche il telefono a non funzionare. In tutto l’Aubrac i telefoni non prendono ed ecco che mancato l’appuntamento per una svista: cartelli inesistenti su paesi minuscoli. Fortuna che la gente dei piccoli borghi è ospitale e gentile e così una anziana signora mi ha fatto provare con il suo telefono di casa. Esperimento fallito comunque visto che non dava segni di vita. Finalmente intanto Valerio aveva trovato una francesina che gli ha prestato un telefono e… miracolo siamo riusciti a metterci in contatto.

Intanto si era fatto tardi e la tappa successiva è stata un po’, ma solo un po’ ridotta. Oggi l’ambiente è totalmente cambiato. Ampie distese di prati verdi o gialli ocra dove dovunque pascolano le famose mucche dell’Aubrac. Alcune brucavano un erba di un verde brillante e freschissima. I formaggi francesi non ci fanno sentire nostalgia dei nostri. L’erica bordeggiava lunghissime mulattiere che tagliavano i campi. La luce accesa e brillante creava uno spettacolo che spesso meritava una sosta.

Ma parlando di noi. Anche oggi le articolazioni, i muscoli, il cuore e il fiato hanno risposto bene alla lunghezza dell’ attività. Non c’è che dire, ogni giorno sentiamo meno la fatica anche aumentando i chilometri. Questa è la teoria che ha sempre sostenuto Valerio. Per noi donne invece io avrei la formula sicura per sconfiggere la cellulite: 30, potendo anche di più, km al giorno, anche non di corsa, poco cibo molta acqua e vedi come i centimetri vanno giù. Questo è quello che sto sperimentando io. Provare per credere.

Valerio ha avuto la sue belle soddisfazioni oggi, quando una ragazza gli ha detto che non sarebbe mai arrivato a Lourdes corredo a quel modo, ma, il nonno molto anziano l’ha smentita sostenendo che gli italiani fanno cose straordinarie, guarda Bartali ha detto alla nipote. Due ragazze francesi: ti stiamo guardando correre da dieci minuti. E’ bellissimo vederti correre. E’ sempre stato il nostro sogno fare il cammino di corsa, perché non è vero che correndo non si vede niente: si vede tutto e, oltre agli occhi, sono attentissimi anche tutti gli altri sensi. E poi, diciamocelo: la corsa è dentro di noi. Tutto questo in un discreto italiano. Teoria di Valerio anche questa quindi …

A me niente. E sì che correvo anche io. Nessuna esclamazione di stupore, nessun’apprezzamento. Solo lo sguardo annoiato o curioso delle vacche dagli occhi bistrati di kajal a guardarmi attraversare la prateria Anche stasera a cena in una gite. Bella tavolata di gente simpatica e divertente. C’è sintonia.

Lascia un commento