Caldo

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Il caldo incessante che ci accompagna, sin dall’inizio, in questo viaggio ha il merito principale della bellezza dello spettacolo in scena sulle nostre montagne. Ovunque si volge lo sguardo l’acqua è protagonista. Ovunque rivoli vanno ad ingrossare torrenti che precipitano , per centinaia di metri, formando cascate strapiombanti o appoggiate su gradoni. Appena trova un piano le pozze spesso diventano laghi trasparenti con i bianchi resti galleggianti di un inverno che stenta a finire. Nei fondovalle i torrenti sono spumeggianti ed il rumore assordante- Calme ma allegre sono le sorgenti che con le loro acque gelide stemprano l’arsura.

La prima tappa tutta svizzera comincia con una grande discesa liberi dal peso degli zaini che ci stanno seguendo con la funivia grazie all’intervento dell’albergatore di Robiei. Sentendoci di nuovo skyrunner voliamo giù per il sentiero. Quasi in fondo ci accorgiamo però di aver perso il Mynav, nostro navigatore, così la tappa “tutta discesa” si trasforma in salita alla ricerca dell’archivio dei nostri percorsi. Lo ritroviamo dopo aver risalito 400 m di dislivello. Ripresa la discesa facciamo rifornimento d’acqua scherzando con un gruppo di persone che pasteggiano nei pressi.

Due ore più tardi passando per la piccolissima frazione di Roseto chiediamo informazioni sulla possibilità di dormire in zona. “Non c’è assolutamente niente” rispose un signore “ il posto più vicino è ad oltre 7 km, l’unica possibilità è la mia casa!”. Dopo averci spiegato che faceva parte del gruppo che avevamo incontrato ci porta nel suo fienile da lui ristrutturato. La casa, come del resto tutta la val Bavona, non aveva corrente elettrica a dispetto di tutte le dighe presenti in zona. La serata, preceduta dalla ricerca di numerose erbe, scorre bellissima tra racconti di antiche usanze della valle e storie di vita, e una lunga discussione su erbe e funghi. La notte finisce nel “buc del nono” la piccola stalla dove il nonno amava dormire Al nostro risveglio nuova sorpresa: Milton cj fa trovare il tavolo apparecchiato per la colazione.

Con una punta di dispiacere riprendiamo il nostro viaggio discendendo tutta la val Bavona. Dopo un paio di giorni eccoci al primo pernottamento in una “capanna” svizzera. Capanna d’Efra, posta a quota 2000m sopra al lago omonimo è per noi una bellissima sorpresa. Ordinata, pulita, ricca di stoviglie e di generi alimentari, bibite e vino, il tutto senza custode. Sul muro le tariffe, e una cassetta per raccogliere il denaro. Riscaldati da una bella stufa, da dietro le finestre appannate assistiamo allo scatenarsi del nostro primo vero temporale, e mentre sta attenuandosi scriviamo questo diario.

CAPANNA D’EFRA  – 4 LUGLIO

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