La maratona perduta

La Grigia Signora (la malattia), dopo un periodo di relativo benessere torna alla carica costringendomi alla dialisi.

Non restava, ancora una volta, che prendere atto delle limitazioni inderogabili e cercare di trovare i punti deboli della Grigia Signora.

Due pomeriggi alla settimana li avrei dovuti passare a letto attaccato ad una macchina che mi avrebbe pulito il sangue ma tutto il restante tempo continuava ad essere a mia disposizione. Vista da questa angolazione la situazione non era poi così drammatica, anche perchè presto scopro che la Grigia Signora non era poi così cattiva. Di nuovo mi permetteva di correre senza problemi anzi, davanti alle mie interminabili corse in montagna, mostrava un volto più rassicurante. I pomeriggi a letto? Quando avevo corso la mattina diventavano un momento di relax, altrimenti si riempivano con un bel film o con un bel libro….. Così questi pomeriggi finivano con il sangue nuovamente pulito e perciò nuovamente disponibile ad essere ” sporcato” con qualche bella corsa.

Dopo alcuni mesi di esami eccomi pronto per entrare nelle liste di attesa per un trapianto. L’attesa sarà lunga- mi era stato detto- tra un anno e un anno e mezzo-.

Meglio, pensai, così avrò il tempo di ragionare sull’opportunità, visto la sfilza di controindicazioni ……. Ma non ebbi il tempo di pensare. È notte fonda quella sera di fine gennaio quando squilla il telefono. Avevo appena finito di preparare lo zaino per una scialpinistica quando….” è il centro trapianti di Udine …..”.

Quanti pensieri mentre scivolo veloce lungo l’autostrada deserta!

Parcheggiata la macchina tutto svanisce, la sequenza degli avvenimenti è così veloce che non resta che assecondarli fino a ” tutto è ok, vuoi andare in sala operatoria?” Il resto è silenzio fino ad un risveglio opaco dove anche la Grigia Signora sembrava accennare un sorriso. Il nuovo rene funziona.

Tutto liscio, dopo tre o quattro giorni sono in piedi e accenno ai primi passi…..la stanza d’isolamento non è poi così piccola …… Passando tra l’armadietto e il letto sono sei metri. Ed è così che con molta cautela percorro cento metri, poi tre cento…poi un chilometro e poi due. Sono passati meno di dieci giorni che, con le dovute cautele ( mascherina camice, soprascarpe) posso uscire nel corridoio. Mi si apre una prateria: è lungo ben 50 metri! Non mi resta che andare: i chilometri presto diventano tre, quattro…dieci.

Perchè non pensare ad una maratona?

Avevo tutto il giorno libero e, in fondo, avrei dovuto fare il corridoio meno di 850 volte!

Sono pronto domenica si va, male che vada mi ” ritiro” nel mio letto, ma …. ” ti mandiamo a casa sabato….”

Ed è così che un sogno appena nato si è già dissolto. Forse sarò destinato ad altre maratone ma perdere questa mi è veramente dispiaciuto!

La beffa è che non posso neanche augurarmi di avere un’altra occasione!

 

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