San Martin

Un nuovo incontro con l’Isaar. A Monaco un fiume imponente e straripante ora diventato un bel torrente di montagna. Dopo qualche chilometro giungiamo alla sua sorgente. Qui le acque sono limpidissime e fredde, circondate da una vegetazione verdissima. Percorrendo la valle Hinterautal camminiamo ai piedi delle aspre cime del gruppo Karwendelgebirge. così la quinta tappa ci porta a passare sotto il Birkkarspitze (m.2749) e al cospetto di grandi pareti. Sulla sommità della valle sorge in bellissima posizione Halleranger Alm, battuta dal vento in una bellissima serata di prima estate. Davanti a un boccale di birra ammiriamo le stupende pareti del Lafatscher m.2636 e Speckkarspitze m.2621.

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Il calore del rifugio rende piacevole la cena. La nuova giornata comincia con una salita a Lafatscher joch (m 2081), in ambiente ampio e spettacolare dove incontriamo e superiamo una slavina per fortuna con neve dura e ben calpestabile. La discesa è accompagnata da un costante aumento della temperatura. Dopo una breve sosta a S. Magdalena dove sorge una chiesetta affrescata e un accogliente Gasthause riprendiamo la discesa checi porta in un caldo insopportabile. Con fatica percorriamo il S. Jackob weg . Questo nome ci ricorda San Giacomo di Compostela e in realtà comincia ad apparire il simbolo che accompagna i pellegrini sul “cammino” ma essendo così lontano dalla parte più nota del percorso compostelliano quasi non ci facciamo caso. Finchè arriviamo a una chiesa con annesso convento intitolati a San Martin. San Martin è anche il patrono di Belluno e quindi è d’obbligo una visita. L’interno è affrescato con colori vividi che risaltano splendenti dalle candide pareti. Una giovane ragazza è seduta tra boccette di colori, pennelli e odore di trementina davanti a un piccolo altare laterale. Ha un bel sorriso e con un buon italiano, molto volentieri risponde alle nostre domande. – Questa è una delle più belle chiese gotico-tirolesi- dice. – Dall’anno scorso la stiamo restaurando e a luglio di quest’anno sarà finita.

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Accanto al portone dell’annesso convento c’è una insegna di un letto e sotto, questa volta inequivocabile, il simbolo della “fleccia amarilla”. Tiriamo il campanello e quando la suora appare chiediamo ospitalità. Nel convento vivono ora solo tre suore. Una stanza per noi c’è: “se vi accontentate” dice la Madre che parla un po’ italiano. La stanza fresca e i copri piumini candidi sono una meraviglia. Altroché se ci accontentiamo!

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