GLI ANGELI DEL FANGO

Girovagando per Firenze era impossibile non imbattersi nella Biblioteca Nazionale che incredibilmente aveva conservati intatti. per oltre 50 anni, i ricordi di quegli eventi tragici ed esaltanti.

“Erano le 6 e 50 del 4 novembre del 1966, quando la spalletta di Piazza Cavalleggeri cedette e la furia dell’Arno si abbatté sulla Biblioteca. 6 metri era alta l’acqua all’interno delle sale e moltissimo volumi e raccolte preziosissime andarono sepolte dall’acqua e dal fango. Molto di questo prezioso materiale fu posto in salvo grazie all’intervento dei cosiddetti Angeli del Fango. ragazzi provenienti da ogni parte del mondo.”

Valerio, allora ventenne, corse, insieme a migliaia di altri ragazzi  a dare il suo piccolo contributo per cercare di salvare qualche cosa di quel ‘immenso patrimonio artistico. Ancora oggi sembrava di sentire l’odore acre del fango mentre si rideva in tutte le lingue del mondo.

Entriamo in Biblioteca e gli addetti, sentito il ricordo di Valerio vogliono farci visitare molte sale ora chiuse dove sono esposte molte fotografie dell’epoca del disastro. Vorrebbero trattenerci, ma abbiamo un’impegno e dobbiamo andare.

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