LE TAPPE DELL’ACQUA

Lido di Venezia – Rosolina – Polesella – Malalbergo – Bologna  (4 tappe)

Lasciato il Lido (quasi una città), dopo Malamocco, approdiamo all’isola di Pellestrina, e torniamo in contatto con la natura correndo lungo la battigia di una spiaggia completamente deserta.

Oltre Chioggia, la piccola Venezia, abbiamo un anticipo di quello che ci avrebbe aspettato il giorno dopo: un lungo tratto (una decina di chilometri) percorso costeggiando il canale di Valle.

Arriviamo a Polesella dove ci innestiamo nel  cammino di Sant’Antonio.

Dopo essere saliti sull’argine del Po, accompagnati dalla freccia gialla del Cammino, ci inoltriamo nella Padana lungo interminabili rettilinei che costeggiano da un lato campi sterminati, e, dall’altro il grande fiume.

Sono le ore dei grandi contrasti. I campanili lontani aumentano la vastità, la freschezza della vegetazione delle golene aumenta il calore che ci accompagna sull’argine, il brusio sommesso del grande fiume aumenta il silenzio…e, dopo un bagno nel medioevo Ferrarese arriviamo a Bologna.

Il Lido,  Malamocco e Pellestrina. Bordeggiando la laguna prima e lungo il mare aperto poi. Irresistibile il richiamo del mare. Alcuni chilometri lungo la battigia . I piedi ringraziano. Poi però il sole e l’acqua tiepida ci invitano ad immergerci. Un sollievo per i muscoli assai provati.

 A Polesella ci inoltriamo nel Cammino di Sant’Antonio che parte da Camposanpiero o da Padova e arriva a La Verna . Circa 22 tappe 408 km. Noi lo lasceremo poco prima di Bologna poiché il percorso ci porterebbe lontano dalla partenza della Via degli Dei che è invece il nostro obiettivo.

Lungo l’argine del Po il sole implacabile mi costringe a inventarmi un copricapo.

 

 

E a Ferrara finalmente troviamo un elegante panama. Da oggi il sole non ci fa più paura.

 

 

 

 

Finalmente a Bologna. Da qui comincia La Via degli Dei. un percorso Il cui nome “evocativo”  è stato uno dei promotori di questo trekking. Infatti lungo il percorso si incontrano località come Monte Adone, Monzuno (Monte di Giove) Monte Venere, Monte Luario (Lua era la Dea romana dell’espiazione)

E a Bologna davanti a un cappuccino e briosche abbiamo avuto l’onore di incontrare il Maestro Alberto Mantovani, prima tromba nei più importanti teatri italiani diretto tra gli altri dal Maestro Muti. Abbiamo goduto delle sua gentilezza e del delicato modo di raccontarci la sua vita.Saremmo stati ad ascoltarlo a lungo, ma il portico di San Luca chiama e, con rammarico ci congediamo. Mi saluta con un baciamano.

Il lunghissimo e bellissimo (sembra il più lungo del mondo.3,796 km) portico di San Luca viene affrontato a buona velocità, perché sfrecciano in salita e discesa dei runners e quindi ci sentiamo quasi “in gara”.  Ma no, dai, rallentiamo e godiamoci il paesaggio che appare e scompare attraverso i portici.

Da San Luca giù velocemente fino al greto del Reno. Dopo alcuni chilometri cominciamo a “scalare” gli appennini fino alla bella cascina ristrutturata Nuova Arbora. interessante l’orto botanico disordinato ma ricco di piante diverse. Siamo arrivati un po’ presto e quindi non ci resta che passare qualche tempo nella vaschetta chiamata pomposamente piscina. Ma il tutto carino via.

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