giorno 13

Ho capito, per fare bene le cose bisognerebbe un giorno correre/camminare e l’altro dedicarsi ad aggiornare il sito. A rsaccontare un po’ la giornata il paesaggio le senzazioni, perchè a quest’ora gli occhi si chiudono e soprattutto il cervello ha smesso di funzionare.

Ma due righe riesco a scriverle.

Oggi è partito Valerio per primo e a me è toccato spostare aventi l’automobile. Ecco, se una cosa mi pesa è proprio questa. Guidare su strade che non conosco e cercare la località dove lasciare la macchina. A parte la mia totale incapacità ad orientarmi, anche i cartelli stradali non aiutano. Certe località o non appaiono mai oppure sono segnalate con piccolissimi cartelli proprio sull’incrocio che devi prendere. Quindi quando lascio la vettura e comincio la mia tappa è una goduria.

Anche oggi il percorso si svolgeva tra piccole colline e coltivazioni varie. Una parte, l’ultima invece ci faceva percorrere un bosco fitto di conifere. Le colline, molto belle da vedere hanno lo svantaggio di essere appunto..colline quindi sali scendi a non finire.

Il solito rendez-vous verso le 13 a Setoux. Pane e formaggi francesi e poi via verso Tence.

Siamo a pochi (40) chilometri da Le Puy en Velay domani a mezogiorno dovremmo esserci.

 

 

 

Giorno 12

imageMaledizione al collegamento! Ieri sera non è stato possibile connettersi e stasera sto scrivendo questo post dal ristorante che tra due minuti ci butterà fuori.

Oggi è stata una giornata a niente male. Seguendo il percorso della via Gebennensis (la via per Santiago de Compostela che viene dalla svizzera) era facile correre, anche veloci, seguendo il segnale  della stella. Per chilometri su e giù per le colline, lungo campi di girasoli tra meleti e vigneti, tra paesini medievali e chiese in pietra grigia, il cielo terso e una arietta fresca ci ha accompagnato per tutto il giorno.

Non possiamo chiedere di più.

giorno 10

Pochi chilometri da Briancon e siamo in marcia. Abbiamo risalito  Serre Chevalier Vallee fino al valico a quota 2050. Tutto il percorso corre tra sentieri e mulattiere tutti segnalati perfettamente.  La parte bassa delle valle molto frequentata da ciclisti e podisti di ogni età. Più in alto pochissimi persone e un paesaggio che si fa sempre più ampio.

Costeggia il gruppo  des Ecrines. Un gruppo montuoso che annovera moltissime cime oltre i 3000 metri infatti alcuni ghiacciai brillano alla destra della valle.

La discesa ancora per prati e sentieri fino che è stato possibile. Poi una serie di gallerie definite da tutti molto pericolose e quindi sconsigliate a pedoni e ciclisti ci costringe a percorrer in auto alcuni chilometri. L’alternativa sarebbe stata una cavalcata attraverso le montagne di oltre 7 ore.

La parte finale lungo l’argine de la Romantiche. E siamo a pochi chilometri da Grenoble.

 

Giorno 9

Oggi è stata la giornata della prima grande salita dopo giorni di pianura. Ed è così che abbiamo riscoperto il gusto di correre in montagna. Fino al passo del Monginevro abbiamo seguito la via Francigena. Dopo il passo, lungo  il GR5 siamo scesi velocemente fino a Briancon.

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Abbiamo ricalcato un tratto di strada che ormai 5 anni fa avevamo percorso in salita.

Nessun santuario sul tragitto. Alla fine abbiamo trovato alloggio in una Gites de Tape. Il francese di Valerio molto “acrobatico” ha divertito molto i commensali presenti.

a domani per le foto

Giorno 8

Lungo la via Francigena risaliamo la Val di Susa con una lunga sosta proprio all imbocco per visitare la Sacra Abbazia di San Michele. Un’incredibile splendida costruzione a picco sulla valle.

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In serata arrivo a Susa ospitati nel Convento di San Francesco.

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Domani ci aspetta la salita al Monginevro. Dopo tanta pianura si ricorderanno ancora le gambe come si va in salita?

 

Giorno 7

 

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Ospitati al Vecchio Mulino dopo la cena in compagnia di capre e pecore e una notte rinfrescata dalla pioggia partiamo pimpanti lungo l’argine Po sinistro.

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Una lunga ciclabile ci permette una corsa costante… finchè il segnale non si perde ed allora io faccio 6 chilometri in più e Valerio si trova su una strada che termina su un canale. O attraversa a nuoto o torna indietro. Sceglie la seconda. Anche con qualche chilometro di statale alla fine arriviamo a Chivasso. Termine corsa.

Primi sei giorni di corsa

Alla sera leoni, alla mattina…

Per noi vale esattamente il contrario. Ecco perchè non siamo riusciti a scrivere nulla fino ad oggi. Ma stasera eccoci qua pronti per il riassunto di questi primi sei giorni.

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Primo giorno: Nevegal- Rocca di Arsié.

Percorso equamente diviso e il caldo si è già fatto sentire. Come veri pellegrini siamo tornati a dornire al Santuario di San Vittore a Corona. Stanza semplici, ma ordinate e pulite.

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Secondo giorno: Rocca di Arsié – Chiampo.

Lunga tappa con due metà completamente diverse: una lungo il lago del Corlo e il Brenta con pioggia battente. L’altra senza un pelo d’0mbra e caldo pesante. Lungo questa tappa siamo stati riconosciuti da alcuni ciclisti e da una signora intenta ad annaffiare il giardino. A Chiampo abbiamo visitato il santuario con annessa la Grotta, copia perfetta di Lourdes.

Terzo giorno: Chiampo- Villafranca.

Prima parte su percorso collinare piacevole e senza traffico Seconda parte a parte alcuni tratti il resto dura a causa del caldo e della forte umidità.

Quarto giorno: Villafranca – Cremona.

Le nuvole e la pioggia hanno reso favorevole questa giornata. Le gambe fin da subito hanno preso a girare allegre. La pioggia era così calda che non c’è stato bisogno di coprirsi. Anzi è stato un gusto correre bagnati. Unico neo è stato nei pressi di Cremona quando, lasciate la strade secondarie, ci siamo immessi in una di grande traffico: gli spruzzi dei TIR ci hanno costretto a fermarci a pochi chilometri da Cremona. Non abbiamo trovato un Santuario dispobibile per l’ospitalità, ma in compenso abbiamo dormito alla “casa del Vescovo”, ora un bellissimo B&B, dove l’accoglienza è stata grande. Le nostre ospiti erano entrambe volontarie dell’ UNITALSI, così il trattamento è stato speciale: sconto sul pernottamento colazione sontuosa e cestino di frutta e dolci al seguito.

Quinto giorno: Cremona-Pavia.

Oggi tappa facile “solo” 70 km ! Ma più che per la distanza è stata facile per la totale mancanza di umidità e per la presenza di una brezza fresca che hanno attenuato la forza del sole in una giornata limpidissima. La tappa è finita alla Certosa illuminata da un tramonto spettacolare. Una curiosità. Entro in un bar e subito uno chiede vai a Lourdes di corsa…? ma come… Semplice mi risponde, uno con lo stemma dell’Unitalsi e ridotto in questo stato non può che andare a Lourdes a piedi.

Sesto giorno: Pavia-Casale Monferrato.

Bellissima tappa tra le risaie in compagnia solo degli aironi e di mille sfumature di verde. Monti tratti ricalcano la via Francigena.

 

 

 

E’ ufficiale: domenica parte la nuova avventura

 

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Dolomiti

«… la mia terra
è uno dei posti più belli
non già dell’Italia
ma dell’intero globo terracqueo…»
Dino Buzzati, La mia Belluno

un progetto di:

 

 

La sfida di Milena e Valerio, da Belluno a Lourdes di corsa per tracciare un nuovo itinerario religioso

L’impresa di due bellunesi, uno dei quali trapiantato di rene inizia domenica 10 agosto e si concluderà nella nota località francese.

 

 

Oltre mille e seicento chilometri di corsa. Quaranta al giorno, più o meno la distanza di una maratona. Partenza domenica prossima (10 agosto) dal Santuario della Madonna di Lourdes in Nevegal, alle porte delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, con tanto di benedizione da parte del parroco. Destinazione Lourdes, città divenuta famosa, in Francia e all’estero, a seguito delle apparizioni mariane di cui sarebbe stata spettatrice la giovane contadina Bernadette Soubirous, poi canonizzata. Protagonisti due bellunesi: Milena Dalla Piazza e Valerio Sani, due atleti non più giovanissimi ma ancora in perfetta forma fisica. Anche Valerio, che pure un anno e mezzo fa ha subito un trapianto di rene e per questo è un caso di studio medico: dalle analisi condotte emerge che praticare con assiduità uno sport come la corsa contribuisca a migliorare il quadro clinico di chi soffre di insufficienza renale cronica, anche in dialisi. Questa, per entrambi, è prima di tutto una sfida con se stessi. Ma è anche un’iniziativa dai molteplici significati.

C’è quello religioso, perché Valerio e Milena non solo partiranno da un Santuario, quello in Nevegal, dedicato alla Madonna di Lourdes e arriveranno proprio a Lourdes, una delle più importanti mete di pellegrinaggi e turismo religioso, ma pernotteranno anche nei santuari che si trovano lungo il percorso. C’è quello medico, vista la condizione di trapiantato di Valerio, che lo rende un soggetto di particolare interesse per gli effetti di un’attività sportiva intensa sulla condizione fisica di chi subisce interventi così importanti. E poi c’è quello turistico, perché la speranza dei due protagonisti e di Confindustria Belluno Dolomiti – che sostiene l’impresa con la sua agenzia AIT Dolomiti – è che il tracciato che percorreranno diventi a tutti gli effetti un itinerario turistico, un’opportunità per i circa sei milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo che ogni anno si recano a Lourdes.

«L’idea di questa sfida – raccontano Milena e Valerio – è nata quasi per caso. Abbiamo riscontrato subito un grande interesse, anche da parte di Confindustria Belluno Dolomiti e dell’Unitalisi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali). E questo è stato molto importante. Adesso non vediamo l’ora di partire, sarà sicuramente una bellissima esperienza, che speriamo possa poi essere condivisa anche da altre persone. Non necessariamente a piedi e di corsa. Sarà un itinerario suggestivo, ricco di storia e di spiritualità. Percorreremo ottanta chilometri al giorno, in una specie di staffetta. Uno corre e l’altra segue in auto e poi ci si dà il cambio. In questo modo accorciamo i tempi di percorrenza».

«Per noi – spiega Sandro Da Rold, componete della giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti con delega al turismo – questa impresa può rappresentare un’occasione per la promozione del nostro territorio, attraverso l’identificazione di un itinerario che abbiamo definito “La lunga via dei santuari” e che mira a intercettare una parte dei milioni di pellegrini che ogni anno raggiungono Lourdes, il secondo centro turistico di Francia, dopo Parigi, e terzo polo internazionale del cattolicesimo».

«Un’impresa che dimostra ancora una volta il profondo legame tra l’UNITALSI e Lourdes – afferma Salvatore Pagliuca, presidente nazionale di UNITALSI – Si dice che la fede smuove le montagne, in questo caso saranno la base di partenza di un viaggio a piedi che rappresenta idealmente la forza di volontà di tutti gli unitalsiani che in aereo, in treno o sulle proprie gambe, nonostante le tante difficoltà degli ultimi tempi e i molti chilometri da percorrere, continuano ad arrivare a Lourdes per porgere il proprio omaggio alla Vergine Maria». «Da Belluno – aggiunge Tommaso Morandin, presidente della sottosezione dell’UNITALSI di Belluno – siamo riusciti a organizzare un aereo e un treno per il pellegrinaggio a Lourdes. Un fatto eccezionale che va controcorrente rispetto ai momenti di difficoltà. Ma fatto ancora più eccezionale è la partenza a piedi dei due volontari unitalisiani che con la forza delle fede dopo 1200 chilometri arriveranno a Lourdes. Un vero e proprio miracolo della natura che permetterà a Valerio, trapiantato di rene, di mettersi alla prova percorrendo ogni giorno 40 chilometri a piedi».

La consegna del nostro mezzo di supporto gentilmente offerto dagli sponsor

La consegna del nostro mezzo di supporto gentilmente offerto dagli sponsor

 

 

 

 

RIECCOCI

Per vivere bene, quantomeno serenamente, bisogna prendere ogni giorno ciò che ci viene offerto. Ed è così che in questo strano inverno che ha regalato metri di neve in alta montagna ma che a noi, a Belluno, ha riservato molte giornate di pioggia non ci è rimasto che lasciare gli sci in cantina e continuare a correre. Un po’ fastidioso si, con impermeabili e berretti e giacche a vento ma tant’è, alla fine le gambe sono rimaste attive. E allora perchè non vedere fino a che punto?

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Uno dei modi per capire “a che punto stai” è mettersi alla prova in una competizione e, in attesa dei trails che sono i nostri percorsi preferiti, la prima gara utile è stata la Maratona di Treviso.

Prima di una maratona bisogna assolutamente fare qualche “lungo”,  per adattare le gambe ai 42 chilometri e rotti. Non è facile trovare a Belluno un lungo  percorso che  sia abbastanza pianeggiante, fuori dal traffico e  possibilmente non troppo noioso.

Di necessità virtù. Ecco saltar fuori una serie di strade poco trafficate, in ambiente agreste attraverso minuscoli paesini fino ad ora a noi sconosciuti anche se a pochi minuti dal centro della città.

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i murales di "le Roe Basse"

i murales di “le Roe Basse”

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2 marzo ore 10. Conegliano. Intruppati nella nostra “gabbia” stiamo riassaporando l’emozione della partenza di una maratona. E’ un sentimento che sempre si rinnova, anche alla 50^ maratona003K18500

Bene Valerio, che conclude con un tempo piuttosto buono (tutto considerato) bene anche io che concludo con 15 minuti in meno della precedente maratona (Venezia)

Adesso però il tempo si è messo finalmente al bello e le ultime precipitazioni hanno portato la neve anche in Nevegal.  Fuori gli sci, allora, A un passo da casa il Nevegal permette ottime risalite con le pelli che facciamo scegliendo i percorsi meno battuti.Come il Proloz che a due passi dalle piste battute è invece selvaggio e solitario. O la Vallavia  altro itinerario che infilandosi tra roccette e il  bosco fitto permette di arrivare in cima al colle.

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E adesso non ci fermiano più. Le salite con gli sci diventano le attività preferite. In cima ci aspetta un bel panino caldo con il “pastin”. E poi giù cercando la neve fresca e non battuta. 012

Ma domenica c’è la Belluno-Feltre (30 chilometri)  come saranno le gambe?

Vedremo.

 

Il trail del cinghiale

Mentre le luci salgono lungo la montagna bastano pochi passi che siamo già in affanno.

Cominciamo bene!

Poi l’adrenalina si scioglie, il respiro torna normale i muscoli si riscaldano ed allora si può andare, ma con in cuore una nuova una nuova emozione.

E’ un’emozione che deriva dalla certezza di aver già vinto, anche per il solo fatto di essere qui.

Perciò avendo già vinto non resta che mettersi comodi “ed andare al traguardo.

Basta cioè lasciar scorrere i sentieri sotto i nostri piedi, lasciare che l’alba ci colori di rosa, lasciare che gli alberi scorrano silenziosi ai nostri lati, lasciare che il sole si nasconda sotto le nuvole, lasciare che l’acqua gelida entri nelle scarpe durante un guado, e poi ancora la notte con le ombre che danzano strani balli fino ad un improbabile arco in fondo ad un prato ormai nero…018015031

Poi non resta che tornare “a casa” all’agriturismo Ca’ Nova dove ci aspetta il premio di una bella cena e mentre il Sangiovese ci calma gli ultimi brividi di freddo, alla Grigia Signora, appartata e discreta, scappa un sorriso e pensa che ogni momento ha la sua emozione: adesso è tempo di ridere.

Ora non resta che assecondare il Sangiovese che ci chiude gli occhi e così possiamo lasciare che i sogni ci portino ancora su e giù per i selvaggi Appennini, ma, questa volta, senza fatica.