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SANTA CLAUS RUNNING
8 Dicembre 2009. A Belluno mille Babbo Natale si sono sfidati lungo le vie del centro e della periferia.

Non potevamo certo mancare, anche se le nostre gambe, ormai abituate più a salire e scendere le montagne che a correre, hanno fatto davvero fatica a protare a termine 21 Km di gara.
Iuk è rimasta a casa: i bagni di folla non sono per lei.
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Sabato 5 Dicembre - A Venzone (UD) partecipando come relatori al convegno "Park Tech: la tecnologia in montagna" abbiamo esposto le nostre considerazioni sull'uso di un navigatore satellitare (MyNav) che ci è stato utile per l'orientamento e che ha registrato tutta la traccia della traversata delle Alpi.
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Daniela Magiola così scrive dopo la serata a Castion... |
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Quando si vuole valutare negativamente il pensiero di qualcuno si dice che “ragiona con i piedi”. Questi diventano invece elemento essenziale quando si ha la possibilità e il coraggio di affrontare un’avventura andando a piedi: è il caso di Milena Dalla Piazza e Valerio Sani che hanno percorso le Alpi da Ovest ad est.
Ascoltare il loro racconto offerto dall’Associazione culturale castionese, all’interno della Rassegna “Viaggio in Italia: conoscere i paesaggi italiani”,è stata ancora una volta un’occasione per vivere con gli occhi della fantasia e del cuore questa esperienza. Con gli occhi abbiamo potuto ammirare la bellezza delle catene montuose e avere ancora la conferma di essere fortunati di vivere in questa parte delle Alpi giustamente riconosciuta patrimonio dell’umanità. Con il cuore abbiamo partecipato alla commozione vissuta e raccontataci con entusiasmo e meraviglia dai protagonisti nello scoprire la generosità e la sensibilità delle persone incontrate.
Non rimarrà inascoltato il consiglio che indirettamente hanno offerto i narratori agli appassionati presenti di affrontare una tale avventura, anche se meno lunga chilometricamente parlando, convinti che garantirà salute fisica e psichica a chi la affronterà. Valerio è una prova indiscutibile del beneficio che deriva dal movimento, Milena ci ha confermato che ha “dimenticato”, per la lunghezza dell’esperienza, le problematiche che la opprimevano. Sarebbe interessante sapere cosa pensa Iuk che è stato proposto, in questa terzo racconto rivolto al pubblico, protagonista dell’incontro con il lupo e vittima del veleno destinato ad altri esseri viventi, ma sicuramente felice di poter condividere la tenda con i suoi compagni di viaggio che dalla sua presenza hanno ricevuto un calore particolarmente gradito.
David Le Breton, nel suo libro “Il mondo a piedi”, sostiene che camminare è un’esperienza di libertà che sgombera la mente dai pensieri e dalle pene e che va affrontata con allegria, entusiasmo, buon umore e coraggio. Milena e Valerio sono la prova tangibile di tutto ciò e gli spettatori al teatro San Gaetano di Castion hanno accolto con affetto il messaggio dei protagonisti della serata.
Daniela Mangiola |
"AVVENTURA ALPINA" RITORNA
GIOVEDI 26 NOVEMBRE 2009 ORE 21
TEATRO SAN GAETANO - CASTION (BL)
NELL'AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE:
VIAGGIO IN ITALIA
SERATE PER CHI AMA CAMMINARE E CONOSCERE I PAESAGGI ITALIANI
UN'ALTRA OCCASIONE PER RACCONTARE LA NOSTRA ESPERIENZA E PROIETTARE LE NOSTRE FOTO
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Dopo la bella serata al ristorante Alla Stanga, e in attesa della prossima che si terrà a Castion (Belluno) il prossimo 26 Novembre, siamo tornati alla vita di tutti i giorni.

Lo splendido Monte Serva già palestra dei nostri allenamenti per l’Avventura, è tornato a chiamarci verso la sua cima e così su prati color senape e, tutto intorno i mille colori d’autunno, ogni giorno saliamo su, verso la casera prima, e poi su verso la cima.

Da lassù godendo dello splendido panorama tornano i ricordi dell’estate appena trascorsa quando ogni giorno il paesaggio era diverso e non c’era il ritorno ma il nostro cammino e il nostro sguardo vagava lontano verso est...

E poi ecco arrivata la neve, non l’aspettavamo così presto.: gli sci ancora dormono in cantina. Allora andiamo a vedere da vicino in attesa che il manto si consolidi e ci permetta di risalire e scendere in sicurezza.
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Nuovo appuntamento con il racconto dell'Avventura Alpina
Milena e Valerio presenteranno il loro viaggio presso il Ristorante Alla Stanga
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Venerdì 23 Ottobre - ore 21
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per info:
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L'AVVENTURA ALPINA A "OLTRE LE VETTE"
“Auditorium strapieno per Sani e Dalla Piazza. Il tributo della città”.
Così titolava il Corriere delle Alpi il 4 ottobre: decine di persone sedute in sala, molte quelle rimaste purtroppo all’esterno, giunte da tutta la Provincia, per poter partecipare anche solo di riflesso alla prima “narrazione pubblica” dell’Avventura Alpina. Una serata un po’ atipica nell’ambito della manifestazione “Oltre le Vette”, e al tempo stesso così tipica…
Atipica per il fatto che i protagonisti non sono per una volta atleti agonisti, professionisti super sponsorizzati, ma sono due appassionati che hanno saputo concretizzare i loro sogni in un’impresa degna di tale nome.
Tipica proprio per lo stesso motivo, perché attraverso le emozioni genuine di Valerio Sani e Milena Dalla Piazza “Oltre le Vette” ha potuto recuperare quella dimensione d’incanto spontaneo, di semplice stupore che coglie tutti i neofiti della montagna e quanti non si siano lasciati distrarre da equipaggiamenti sempre più accessoriati che trasformano il viaggiatore in una sorta di cosmonauta delle cime. Più accessori si frappongono fra il viaggiatore e la montagna e più aumenta la distanza fra essi e diminuisce quell’empatia che si può sviluppare solo al contatto diretto.
Valerio e Milena hanno attraversato le Alpi a piedi, da Montecarlo a Trieste, con uno zaino di circa 15 kg a testa. Hanno attraversato la loro stessa Provincia dormendo non a casa propria come al termine di qualsiasi escursione da week end, bensì lungo il cammino. E questo ha permesso loro di conoscere le proprie terre da un inedito punto di vista, che hanno caldamente consigliato a tutti i presenti in sala.
In un’atmosfera di partecipazione, avvolti da luci soffuse e con montata davanti, ai piedi del palco, la tenda che li ha accompagnati nel lungo peregrinare, Valerio e Milena hanno “semplicemente” raccontato , nel senso più immediato e diretto del termine, un sunto della loro Avventura. Aneddoti divertenti, parentesi da cardiopalma, spunti di riflessione, accompagnati dalla proiezione mai didascalica di numerose fotografie a testimonianza di un percorso dalle innumerevoli sfumature. Un caleidoscopio del quale, consciamente, i presenti in sala capiscono di aver percepito solo la superficie destinata ai rimasti a casa, arricchita però dall’emozione palpabile di chi ha realizzato un sogno e dalla malinconia di chi, per usare proprio le toccanti parole di Valerio, «una volta realizzatolo ne resta orfano».
Meritatissimo scroscio di applausi finale e l’augurio che questa Avventura Alpina non sia che la prima di altre Avventure con la A maiuscola, che permettano a Valerio e Milena di continuare ad esprimere tutta la loro palpabile Voglia di Vivere e che permetta a chi è costretto a rimanere a casa di rivivere attraverso loro l’emozione impagabile di un sogno.
Francesco Bristot Pubblimedia S.r.l. Ufficio Stampa Avventura Alpina
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Appuntamento a 'Oltre le Vette'
Milena e Valerio racconteranno la loro 'Avventura' attraverso le Alpi
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Venerdì 2 Ottobre, alle ore 21 Auditorium di Belluno
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La “discesa” verso il mare è proseguita lungo un percorso fortunatamente ombroso. Infatti queste ultime tappe sono state condizionate dal caldo torrido e dalla mancanza d’acqua. Così i cimiteri sono diventati le fermate d’obbligo, soprattutto per bagnare Iuk. La notte di sabato scorso si è poi scatenato un violento temporale che con l’aiuto della bora ha reso il cielo incredibilmente limpido.
Così Trieste ci ha accolti con il vestito più bello: una piazza meravigliosa con il bianco dei suoi palazzi esaltati dall’azzurro del mare accarezzato dalla bora estiva. Qualche TV, qualche giornalista, ma tanti triestini che con i loro sorrisi e le loro strette di mano hanno idealmente chiuso quell’arco di sorrisi e strette di mano cominciato tre mesi fa nel Principato di Monaco. Accanto alla gioia di aver concluso il nostro programma c’è ora una grande malinconia, una grande voglia di ricominciare.
Perciò ci rifiutiamo di scrivere la parola “FINE”.
TRIESTE 24 AGOSTO
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ARRIVATI!
Un saluto da Trieste...
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La notte delle stelle cadenti |
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Martedì 18 Agosto 2009 11:56 |
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Da Ratece, ancora sulla Via Alpina, a suon di jota (zuppa slovena) comincia la discesa verso sud. Il paesaggio torna di nuovo aspro e con esso tornano ad aumentare i dislivelli in salita. A Trenta, piccolo centro, ci troviamo al tramonto a fotografare una bellissima montagna che riflette mille tonalità di rosa. E’ il Triglav! La traversta della Slovenia comincia infatti con la traversata dello splendido Parco Nazionale del Triglav. (Tiglavski Norodni Park) Non poteva cominciare meglio. Una ripida salita fino al rifugio Zasavska Koca ci proietta, il giorno dopo, in un paesaggio lunare. Grandi distese di rocce bianche incise dall’acqua e sovrastate da pareti che fanno da sfondo a laghi cristallini, scarsa la vegetazione, qua è là solo qualche piccolo larice. Più in basso una moltitudine di fiori ingentilisce il paesaggio e si rispecchia nei laghetti sempre più contornati di verde. Siamo nella selvaggia e bellissima valle dei Sette Laghi.
La bellezza del luogo e questo particolare periodo fa si che i pochi rifugi siano tutti pieni. Così ci ritroviamo a piantare la tenda in un ambiente... dolinico!! La notte limpida e il buio totale ci offrono uno spettacolo raro, stelle cadenti come fuochi articifiali. Tre, fantastiche, hanno solcato il cielo contemporaneamente. La notte è stata scomoda ma ampiamente ripagata.
Lasciato il parco del Triglav saliamo al rifugio Porenzen. Il vastissimo panorama è ora cambiato: dietro di noi le grandi montagne, davanti una distesa di rilievi boscosi via via sempre più bassi. Abbiamo forte la sensazione che il nostro viaggio stia per terminare. Prima di partire ci eravamo proposti di utilizzare le brutte giornate come giorno di riposo, visto che la pioggia è stata praticamente assente, decidiamo per una tappa breve in un giorno di grande caldo. Iuk approva!
Arriviamo così, seguendo la Via Alpina a Idrija, una delle più antiche città slovene sviluppatasi intorno all’economia della miniera di mercurio, una delle più grandi del mondo. Attualmente è chiusa ed è visitabile in piccola parte dai turisti. Domani lasceremo Idrija e in pochi giorni arriveremo a Trieste... purtroppo, e da lì invieremo il nostro ultimo diario.
IDRIJA 17 agosto.
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Finalmente usiamo la mantella! |
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Martedì 11 Agosto 2009 22:15 |
Valicato il passo Giramondo cominciano a cadere le prime gocce che presto si trasformano in pioggia battente. L’ambiente è comunque bello e, l’assenza di fulmini ci fa godere dello spettacolo dei pascoli inzuppati d’acqua con le mucche indifferenti che continuano il loro ruminare. Quando arriviamo in prossimità del Wolayersee alla pioggia si aggiunge un forte vento. Senza scegliere entriamo nel primo rifugio: una bella struttura in legno in riva al lago, è il Wolayersee hutte. 
Ci è sempre andata bene ma il dubbio è sempre lo stesso: ci accoglieranno anche con Iuk? Anche questa volta la soluzione è trovata: dormiremo nel bivacco, ambiente accogliente e riscaldato da una bella stufa a legna. Cena alle 18.30. Dal menù declamato in tedesco scegliamo spaghetti aglio e…( olio e peperoncino, supponiamo noi). Arriva un bel piatto di spaghetti aglio e…..panna! Dopo cena, con l’aumentare delle birre sui tavoli, aumenta l’allegria, compare una chitarra e comincia una sorta di gara di canto tra due tavolate contrapposte. In nostro onore ci scappa anche “La montanara”. Il rumore della pioggia spinta dal vento contro i vetri appannati accompagnerà il nostro sonno. Al mattino residui di nuvole si specchiano nel laghetto color smeraldo incastonato fra le rocce a picco, lo lasciamo percorrendo ancora una volta un vallone innevato che ci porta alla forcella sovrastante per poi discendere dalla parte opposta costeggiando le pareti del Colians. Stiamo percorrendo la Traversata Carnica. Non essendoci però rifugi davanti a noi se non dopo diverse ore decidiamo di scendere a Timau. Prima di iniziare il sentiero di discesa incrociamo la Malga Palgrande di Sotto. Qui un gruppo di speleologi ci invitano a restare con loro per cena e per la notte. Accettiamo. Queste persone appartenenti al Gruppo Speleologico Prealpino stavano eseguendo la mappatura delle trincee e delle gallerie italo austriache della prima guerra mondiale. Il Comune di Timau ne farà un museo all’aperto. Sempre seguendo la Traversata Carnica valicando il Passo di Pal Grande abbiamo la sorpresa di vedere sullo sfondo al di là dell’ultima fila di montagne una striscia blu: IL MARE, La giornata finisce al rifugio Fabiani. E lì per la prima volta scopriamo che la regione Friuli ha dotato tutti i rifugi e le malghe di una piccola biblioteca contenente gli stessi libri (di montagna).In questo modo di rifugio in rifugio si può continuare la lettura dello stesso libro. Il sentiero che corre ora tra prati umidi, rododendri ormai sfioriti, mughi e erbe dalle mille sfumature di verde all’improvviso sale sotto le biancheggianti crode della Creta di Aip e attraverso un sentiero in costa ci porta a vedere gli impianti del Passo di Pramollo. Ancora un paio d’ore e finalmente ci accoglie il Rifugio Al Gallo Forcello con una calda doccia e una abbondante cena.  Il giorno dopo arriviamo ad Egger alm, paesaggio da cartolina, con mucche che girano tra le case in legno sparpagliate su prati smeraldo,troppo presto per fermarci, così puntiamo all’alpeggio successivo. Qui abbiamo l’amara sorpresa di scoprire che non c’è nessuna possibilità di alloggio. Ci offrono in maniera un po’ scortese (è la prima volta) di dormire in una stalla. Visto le condizioni dell’ambiente decidiamo di proseguire per la malga successiva a quasi 3 ore di strada. Poco prima di raggiungerla comincia a piovere ed è ormai quasi buio. Si può immaginare il nostro stato d’animo quando dopo la nostra richiesta di alloggio sentiamo dalla cucina una voce : “cane nein!”. La prima signora ci fa segno di non ascoltare e di seguirla al piano di sopra. Un ballatoio per il cane e una stanza che ci è sembrata una reggia. A cena la signora burbera si era già ammorbidita e la mattina dopo ci avrebbe dato una grande soddisfazione dicendoci che quelli come noi erano i clienti che gli davano la voglia di lavorare. Mentre salutava anche Iuk, un gruppo di scout tedeschi intonavano una canzone dolcissima, in cerchio e sotto la pioggia. Momenti bellissimi! Viste le previsioni che davano pioggia ci dirigiamo a fondovalle e da Camporosso ( in prossimità di Tarvisio) saliamo sul monte Lussari (m 1800) dove al rifugio “Locanda al Convento “ avevamo trovato l’unico alloggio libero. Il borgo è piccolissimo e disteso su un crinale della montagna con una incredibile vista sulle montagne slovene C’è poca luce intorno a noi, ma un cielo che si va velando ci impedisce di vedere le lacrime di San Lorenzo, il più bel spettacolo messo in scena dalla volta celeste. Arriviamo in Slovenia attraverso una ciclabile bellissima, ma noiosa da percorrere a piedi e per di più asfaltata. Il primo paese è piccolo ed accogliente... ma questo è un altro capitolo.
RATECE (Slovenia) 10 AGOSTO
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La provincia di Belluno: di splendore in splendore |
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Martedì 04 Agosto 2009 15:13 |
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Un sentiero ripido e panoramico ci porta velocemente da San Martino di Castrozza al rifugio Pedrotti al Rosetta. L’incredibile paesaggio lunare dell’altopiano delle Pale di San Martino è da preludio al grande spettacolo delle Dolomiti della provincia di Belluno. L’altopiano per noi è sempre stato il palcoscenico dei nostri più importanti allenamenti in vista delle sky-race. I suoi spazi aperti, le sue doline, il biancore delle sue rocce che fanno risaltare i profili arditi delle Farangole, dei Bureloni, delle Zirocole lo rendono unico nelle Dolomiti. Le nostre gambe, ricordando le lunghe corse, avrebbero voluto ripartire veloci ma il peso dello zaino le ha costrette ad un passo “himalaiano”. Da qui in poi è un susseguirsi di ricordi di tante corse in montagna. Ma fermarsi e soggiornare in valli che normalmente ci vedevano arrivare e ripartire in macchina ci fa vedere cose antiche come se fossero nuove.
Così la capanna “Cima Comelle” e Gares ci appaiono con il fascino di luoghi mai visti prima. La simpatia dei gestori e un’ottima cena hanno poi reso speciale la serata. Il giorno dopo attraverso le Cesurette, il sentiero Tillman nella Valle di S. Lucano e il sentiero degli Ospizi arriviamo al ristorante La Stanga dove è stato organizzato, da Patrizia e Luca, un brindisi e a seguire una buona cena e nell’occasione altro momento importante: il cambio delle scarpe (Dolomite).
Emozionante l’incontro con parenti ed amici che non vedevamo da due mesi. Ed ecco ancora riaffiorare “vecchi” ricordi. Infatti proprio qui, intorno al larin acceso, con le ottime polpette e un buon bicchiere di rosso, ha preso forma la nostra idea, sempre sostenuta e incoraggiata da Patrizia e Luca. E’ ora della Transcivetta. Dopo averla percorsa tante volte col pettorale e il fiato corto, la lentezza dei nostri passi ci fa gustare ogni piega della parete nord, tempio dell’alpinismo. Una sosta al rifugio Tissi, accolti gioiosamente dai gestori…. e poi via verso il passo Staulanza.
L’entusiasmante traversata della Provincia di Belluno prosegue da malga Prendera, Croda da Lago, rifugio Palmieri …..e giù fino a Cortina. La serata la trascorriamo serenamente con Danilo (Olimpia Sport) e la sua famiglia. La mattina dopo ci accompagnano per un breve tratto verso il passo Tre Croci e la piccola Giulia lascia Iuk con grande tristezza. A Palus San Marco, ospitati nella Villa Gregoriana, abbiamo l’occasione di parlare della nostra esperienza.
Ora il salto è enorme: dai Cadini, riservati e silenziosi, al rutilante vociare dei turisti alle Tre Cime. E così il rifugio Auronzo ci appare molto “cittadino”. Poi però uno sguardo fuori dalle grandi finestre ci incanta e ci strega. La notte il vento spazza le nubi e la mattina si presenta con un cielo ancora blu e ancora calpestando sentieri a noi noti scendiamo in Val Fiscalina, dove casualmente incontriamo il nostro amico Claudio, skyrunner romano, che ci presenta il poeta Mario Brusca. Con loro percorriamo tutta la valle parlando di sport e di poesia. E’ il compleanno di Iuk che festeggiamo sontuosamente, a Padola di Comelico, come ospiti di Germano. Questa volta è l’occasione per rivivere e progettare avventure nel profondo nord in compagnia degli splendidi husky dell’allevamento. L’ululato dei cani indica che la giornata è finita: ora possiamo lasciare che i nostri sogni corrano liberi sulla banchisa polare.
Lasciando il Comelico, dal passo del Palombino, vediamo in lontananza il profilo del Peralba nostra prossima meta. E così dopo la dolcissima Val Visdende scendiamo fino a Sappada per incontrare la d.ssa Francesca Dalla Bianca. I fiori delle splendide facciate delle case di Sappada Vecchia ci accompagnano all’inizio della tappa che ci porterà alle sorgenti del Piave. Le ragazze dell’omonimo rifugio ci riconoscono, e da qui scaturisce un’accoglienza allegra e festosa. Valicando il Passo Giramondo lasciamo la provincia di Belluno. L’Austria ci accoglie con la prima vera pioggia!
WOLAYERSEE HUTTE 3 agosto
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Martedì 04 Agosto 2009 14:37 |
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A causa di notevoli difficoltà tecniche nel collegamento ad internet,negli ultimi giorni è stato impossibile aggiornare il sito da parte di Milena e Valerio, che si trovano attualmente in territorio austriaco. Certi della comprensione, ci scusiamo e speriamo di poter riprendere a pubblicare il diario dell'avventura il prima possibile.
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Lunedì 27 Luglio 2009 19:55 |
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La mattina del sabato Iuk, a differenza del solito, continua a ronfare acciambellata. Questo ci conferma che come previsto il tempo è brutto. Su Madonna di Campiglio si sta scatenando una bufera di acqua e vento. Decidiamo di aspettare e solo verso mezzogiorno possiamo partire per il rifugio Stoppani al Grostè (m 2450). Verso quota 2000 il paesaggio è completamente imbiancato e i prati verdi e fioriti hanno assunto un aspetto fiabesco. Il rifugio Stoppani più che un rifugio è un bellissimo albergo dalle cui finestre si gode uno splendido spettacolo sullo Dolomiti di Brenta. Così in serata possiamo gustare, durante la cena, il rosso delle Dolomiti sotto un cielo ormai limpido.
Tutto è rosa intorno a noi mentre ci avviamo, la mattina dopo, verso il passo del Tuckett (m 2648). La salita ripida, sotto la forcella, ci costringe a mettere i ramponi che, per altro, si riveleranno indispensabili nella discesa. Sul valico incontriamo un gruppo del CAI di Tiene il cui responsabile ci invita ad utilizzare le loro corde predisposte per la discesa. Accettiamo, e così ci caliamo rapidamente in un ambiente bellissimo. Alla base della sella ci dividiamo, noi proseguiamo lungo la valle su sentieri esposti, anche se spesso ferrati, fino al rif. dell’Altissimo, e poi fino a Molveno. Molveno è disteso intorno al lago omonimo, evidentemente molto apprezzato da una clientela costituita da giovani famiglie e persone anziane.
Il giorno dopo scavalcando la Paganella giungiamo alla soglie di Trento. Trovandoci così in un ambiente costituito prevalentemente da strade, autostrade, ferrovie, svincoli…usiamo l’auto per attraversare la Val d’Adige fino alla valle dei Mocheni, dove siamo ospitati a casa della sorella di Milena. I Mocheni sono una minoranza linguistica e culturale ufficialmente riconosciuta dalla Regione Trentino. La TV trasmette un telegiornale in lingua Mochena.
Nei due giorni successivi, con pernottamento in tenda al passo Manghen, attraversiamo i Lagorai e giungiamo a San Martino di Castrozza al cospetto delle Dolomiti. Attraverso i Lagorai abbiamo ritrovato una grande solitudine. Prima dell’ultima salita al passo Manghen troviamo, finalmente una malga aperta. E’ appena nato un cavallino, e ci mettiamo ad osservare i suoi tentativi di reggersi sulle zampe. Chiediamo se si può mangiare, ed alla risposta affermativa di Sonia, per la verità un po’ titubante, ci accomodiamo al tavolo di una grande cucina. Ci serve del formaggio, polenta, insalata, chiediamo del vino, e chiudiamo con un buon caffè. Finalmente sazi e di nuovo pronti a partire chiediamo il conto: “ Ma niente benedeti, questo non è un ristorante, è casa mia!” Non ci resta che ridere dell’equivoco, scattare qualche foto e lasciare dietro di noi una nuova amica.
San Martino di Castrozza, 24 luglio
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BRINDA CON MILENA E VALERIO DOMENICA 26 LUGLIO
AL RISTORANTE 'ALLA STANGA'

Via La Stanga, 24 - 32036 Mas di Sedico (Belluno) Tel. 0437-87611 -
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
A SEGUIRE - PER CHI DESIDERA - CENA A PREZZO FISSO (20€)
PRENOTAZIONE NECESSARIA
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Domenica 19 Luglio 2009 23:57 |
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Al passo Tonale il cielo prima greve di nuvole si fa via via più chiaro e verso sera il cielo terso e limpido preannuncia una grande giornata. Ed è così infatti quando l’indomani cominciamo a calpestare il ghiacciaio della Presena che ci porta verso il passo del Maroccaro a sfiorare quota 3000.
Al di là del passo un’incredibile visione sul ghiacciaio dell’Adamello. Una distesa brillante di neve che termina su cascate tumultuose che precipitano nella Val Genova formando un ramo del Sarca. Tutto il paesaggio è punteggiato da laghi e laghetti che riflettono mille tonalità di azzurro. Un incanto.
Superato il passo del Maroccaro scendiamo su ripido pendio, usando ancora una volta i ramponi, su lingue di neve via via sempre più sottili fino alle pietraie che portano al Rifugio Città di Trento al Mandrone. Intorno al rifugio si respira un’aria di serenità: una compagnia canta sommessamente canzoni di montagna, altri gruppi conversano tranquillamente tra profumi di gulasch e minestrone con il sottofondo assordante del rumore delle cascate che precipitano dal ghiacciaio. La discesa su sentiero panoramico, in molti tratti esposto ma sempre ben curato ci porta alla testa della Val Genova, da qui in pochi chilometri siamo al Rifugio La Stella Alpina dove finalmente ci togliamo le scarpe e pregustiamo una meritata cena.
Termina così la stupenda traversata dell’Ademello che i giorni precedenti ci aveva creato un po’ di apprensione e con essa lasciamo la Lombardia (Alta Val Canonica) per inoltrarci nel Trentino.
Val Genova (Pinzolo) 16 luglio.

"QUALUNQUE COSA TU POSSA FARE,
O SOGNARE DI FARE, INCOMINCIALA.
L’AUDACIA HA IN SE’ GENIO, POTERE E MAGIA.
INCOMINCIALA ADESSO"
(Joe Orton)
Questa frase campeggia all’ingresso della Val Genova (Parco Natrurale dell’Adamello-Brenta) Dopo il pernottamento al Rifugio
Stella Alpina percorriamo in discesa tutto la Val Genova. La strada si snoda parallela al Sarca che via via si fa più ricco d’acqua e impetuoso a causa delle numerose cascate di cui è costellata tutta la valle. Fra tutte le Cascata Nardis spicca per l’imponenza della sua portata e per la nuvola di aerosol che la circonda. Completata la discesa della Val Genova risaliamo fino a Madonna di Campiglio in attesa di scavalcare le Dolomiti di Brenta.
Madonna di Campiglio 17 luglio
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Martedì 14 Luglio 2009 21:12 |
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Lasciata Capanna D’Efra, raggiungiamo Capanna Cava - ultima notte nel Canton Ticino - attraverso i valichi di Gagnone m.2250, la discesa a Biasca m.300 e la risalita alla Forcarella di Lago m.2260. Anche in questo percorso gli incontri piacevoli non sono mancati: una famiglia ci invita a unirsi al loro tavolo a pasteggiare con costicine cotte sulla pietra davanti alla loro “casera” accompagnate da un buon Merlot ticinese. Più oltre incontriamo il Presidente del Patriziato di Biasca che ci mostra con orgoglio il proprio “grotto” (Un locale freschissimo appartenuto al suo trisavolo ricavato sotto una grande pietra).Anche qui non manca un brindisi.
Dopo Capanna Cava entrando nei Grigioni troviamo la nostra prima giornata grigia. Durante tutto il giorno si alternano brevi scrosci di pioggia a sprazzi di sole per terminare con un bellissimo temporale ma per fortuna a pochi metri dall’unico albergo della valle. Ancora un attimo di “suspance”. Non sappiamo infatti se Iuk sarà bene accetta. Tutto bene, purchè venga asciugata e per questo ci portano un enorme asciugamano, dimenticando le nostre condizioni: grondiamo d’acqua da tutte le parti e i pantaloni e le scarpe sono abbondantemente infangati.
Attraverso il passo della Forcola (2250) che ci permette una bella “sciata” lungo una slavina torniamo brevemente in Italia. Infatti il giorno dopo passiamo nuovamente la frontiera per far sosta al Passo Maloia. Gli ambienti sino ad ora attraversati ci avevano riservato silenzio e solitudine, dal passo Maloia a St Moritz e Pontresina, invece, ci siamo trovati immersi nel turismo più sfrenato. Biciclette sfreccianti in tutte le direzioni, gruppi di camminatori di tutte le età, corridori con I-pod nelle orecchie, wind surf nei laghi, carrozze con cavalli... quasi storditi attraversiamo questo ambiente da cartolina.
A Pontresina non potevamo mancare l’occasione di salire sul treno del Bernina. Terminato nel 1910 e diventato ora “patrimonio dell’Unesco” sale fino al Passo del Bernina (m 2250) e scende poi con incredule curve e passaggi mozzafiato fino a Tirano (m.500) attraverso spettacolari panorami. Finisce così la traversata del Cantone dei Grigioni.
Dirigendoci verso il Passo del Tonale attraverso l’Aprica passiamo a Corteno Golgi (paese natale di Camillo Golgi, premio Nobel per la Medicina) e qui si rinnovano vecchie emozioni legate alla partecipazione al “Trofeo 4 luglio”, nostra prima sky marathon. E’ anche l’occasione per incontrare, a Edolo, Giacomo Salvadori, organizzatore storico della gara che ci aveva molto incoraggiato durante la nostra prima partecipazione. E da Edolo guardiamo ora con rispetto il profilo dell’Adamello nostra prossima tappa.
Ad oggi abbiamo camminato per più di 1000 km e 52 000 metri di dislivello.
EDOLO - 14 LUGLIO
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Il caldo incessante che ci accompagna, sin dall’inizio, in questo viaggio ha il merito principale della bellezza dello spettacolo in scena sulle nostre montagne. Ovunque si volge lo sguardo l’acqua è protagonista. Ovunque rivoli vanno ad ingrossare torrenti che precipitano , per centinaia di metri, formando cascate strapiombanti o appoggiate su gradoni. Appena trova un piano le pozze spesso diventano laghi trasparenti con i bianchi resti galleggianti di un inverno che stenta a finire. Nei fondovalle i torrenti sono spumeggianti ed il rumore assordante- Calme ma allegre sono le sorgenti che con le loro acque gelide stemprano l’arsura.
La prima tappa tutta svizzera comincia con una grande discesa liberi dal peso degli zaini che ci stanno seguendo con la funivia grazie all’intervento dell’albergatore di Robiei. Sentendoci di nuovo skyrunner voliamo giù per il sentiero. Quasi in fondo ci accorgiamo però di aver perso il Mynav, nostro navigatore, così la tappa “tutta discesa” si trasforma in salita alla ricerca dell’archivio dei nostri percorsi. Lo ritroviamo dopo aver risalito 400 m di dislivello. Ripresa la discesa facciamo rifornimento d’acqua scherzando con un gruppo di persone che pasteggiano nei pressi.
Due ore più tardi passando per la piccolissima frazione di Roseto chiediamo informazioni sulla possibilità di dormire in zona. “Non c’è assolutamente niente” rispose un signore “ il posto più vicino è ad oltre 7 km, l’unica possibilità è la mia casa!”. Dopo averci spiegato che faceva parte del gruppo che avevamo incontrato ci porta nel suo fienile da lui ristrutturato. La casa, come del resto tutta la val Bavona, non aveva corrente elettrica a dispetto di tutte le dighe presenti in zona. La serata, preceduta dalla ricerca di numerose erbe, scorre bellissima tra racconti di antiche usanze della valle e storie di vita, e una lunga discussione su erbe e funghi. La notte finisce nel “buc del nono” la piccola stalla dove il nonno amava dormire Al nostro risveglio nuova sorpresa: Milton cj fa trovare il tavolo apparecchiato per la colazione.
Con una punta di dispiacere riprendiamo il nostro viaggio discendendo tutta la val Bavona. Dopo un paio di giorni eccoci al primo pernottamento in una “capanna” svizzera. Capanna d’Efra, posta a quota 2000m sopra al lago omonimo è per noi una bellissima sorpresa. Ordinata, pulita, ricca di stoviglie e di generi alimentari, bibite e vino, il tutto senza custode. Sul muro le tariffe, e una cassetta per raccogliere il denaro. Riscaldati da una bella stufa, da dietro le finestre appannate assistiamo allo scatenarsi del nostro primo vero temporale, e mentre sta attenuandosi scriviamo questo diario.
CAPANNA D'EFRA - 4 LUGLIO
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Mercoledì 01 Luglio 2009 01:04 |
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ALAGNA VALSESIA - 27 GIUGNO
Sì, avete letto bene, proprio Alagna dove eravamo una settima fa. Nel frattempo avevamo percorso cinque valichi e cinque valli. Dopo Rimasco, Fobello, Campello Monti, Madonna della Gurva e Antronapiana riceviamo una telefonata della nostra amica Marcella della Convenzione delle Alpi: “Ad Alagna domani sera ci sarà una cena cui parteciperanno alcuni giornalisti esteri oltre alle autorità locali e il Presidente Nazionale del Cai. E’ultima sera del Progetto Super Alp che ha portato queste persona attraverso le Alpi utilizzando mezzi sostenibili: sarebbe interessante la vostra partecipazione”
Senza pensarci due volte decidiamo di fare marcia indietro e così, con mezzi pubblici torniamo con grande piacere ad Alagna. La serata è allegra e divertente e ci dà l’opportunita di conoscere e di farci conoscere da una giornalista cinese, due sloveni, un ingese, due giornalisti del Nathional Geographic e indirettamente da un tedesco e un russo. Tutti appartenenti a prestigiose testate del loro paese e tutti molto interessati al nostro “viaggio”. La cena è stata preceduta da una visita a Pedemonte, stupenda frazione Walser, al Museo e alla messa in funzione del restaurato mulino e dell’antico forno. GRANDE SERATA!
VAL FORMAZZA - 29 GIUGNO
Ritornati sui nostri passi affrontiamo
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Scritto da Milena Dalla Piazza
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Lunedì 29 Giugno 2009 22:35 |
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Da un mese sto camminando. Prima di partire mi chiedevo spesso come sarebbero state le mie giornate. Mi sarei stancata di camminare ogni giorno? Come avrei fatto a dormire ogni sera in stanze e letti diversi? Avrei superato tutti i miei piccoli problemi lontano da casa? Sono bastati pochi giorni di cammino e il mondo è cambiato, le domande sono cambiate: come sarà il tempo domani? Come sarà il sentiero? Ci saranno problemi? E la sveglia al mattino mi vede pronta e desiderosa di partire. Colazione abbondante, qualche marmellatina intascata (la sera in tenda è stata la nostra cena) un’ultima occhiata alla cartina e al My nav e via. La sera prima di affrontare qualsiasi itinerario chiedo informazioni. Per ogni tappa però lo stesso problema: la neve. Tutti gli intervistati ti raccontano quanti metri di neve ha fatto quest’inverno. Quanto difficile sarà transitare attraverso quel passo ecc. ecc. Finalmente qualcuno con notizie più recenti mi tranquillizza un po’ e così allegramente comincia la salita. Chiacchiero tranquillamente indico a Velerio fiori e piante che conosco e che...
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Sabato 20 Giugno 2009 01:18 |
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L’arrivo in Valsesia è preceduto da una grande discesa su un canalone innevato che da cima dei Salati (m2975) ci porta ad Alagna, Neve portante fino ai 2000 m ci permettere di scendere velocissimi, usando le scarpette della Dolomite come un paio di sci. Veramente divertente!
La sera la passiamo con Carlo Chiara, un nostro amico skyrunner, tra polenta concia e numerosi “chiwaith” (cin-cin in lingua tittschio ovvero walser).
Ad Alagna ci fermiamo anche la domenica: la valle è in festa per festeggiare le proprie guide. “Oh Signore ti ringraziamo per le vette che ci hai donato e per la forza che ci dai per poterle salire………” con queste parole il parroco di Alagna apriva la cerimonia. Don Carlo (75 volte sulla cima del Monte Rosa) benedice le corde simbolo dell’arrampicata. Un momento toccante è stata la deposizione delle stelle alpine benedette sulle tombe delle guide scomparse, un momento in cui tutta la comunità si è stretta intorno ai simboli della montagna. E’ seguito allegria e festa in tutto il paese. Nelle confusione don Carlo, saputo delle nostre intenzioni, trova un momento per una benedizione personale.
Da Alagna un bellissimo sentiero, in parte scalinato (700 scalini) ci porta velocemente al passo del Mud (m 2330), e da qui a Rima e il giorno dopo, attraverso il col d’Egua scendiamo a Fobello.
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Mercoledì 17 Giugno 2009 16:34 |
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Un nuovo valico non praticabile ci costringe a scegliere un percorso di “fondovalle”, così da Pont St Martin ci dirigiamo verso Issime primo paese Walser.Attraversato il meraviglioso ponte romano,un pò svogliati ci apprestiamo a percorrere questa valle che ci aspettiamo essere monotona. La sorpresa però è grande quando la mulattiera comincia a snodarsi in un percorso che possiamo definire spettacolare. Si passa in un crescendo di bellezza, da curve arditamente intagliate nella roccia, all’attraversamento di piccoli nuclei con chiese romaniche, a una torre del 1000 e al Pont Moretta. Questo ponte che scavalca un orrido impetuoso ricostruito nel 1700, ha un tabernacolo centrale con funzione di porta. Si ha notizia che questo collegamento esisteva in epoca pre-romana. Il percorso, nel punto più alto, sopra Lillianes si avvicina alla più antica mappa stellare. Recentemente scoperta, risalente a circa 6000 anni fa, essa rappresenta su una pietra la costellazione delle Pleiadi. Le sette sorelle figlie di Atlante e Pleione trasformate prima in colombe e poi immortalate in stelle hanno sempre colpito l’immaginazione di popoli come i Greci, i Maya, gli Aborigeni Australiani. La suggestione a questo punto è grande, nel pensare che 4000 anni prima di Cristo, uomini di queste valli potessero trovare la voglia e il tempo di osservare le stelle e riprodurle su una pietra. A Lillianes la storia del nostro viaggio colpisce gli avventori di un bar che ci “costringono” a bere con loro. E così dopo 20 km con 1300m di dislivello giungiamo a Issime ancora nella splendida Valle d’Aosta..
ISSIME 17 GIUGNO
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Martedì 16 Giugno 2009 14:56 |
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ALLA RICERCA DEL SENTIERO

La traversata da Locana a Talosio che ci aspettavamo tranquilla si è presto trasformata in una difficile ricerca del sentiero in un ambiente boschivo estremamente intricato. Alberi abbattuti cespugli cresciuti a dismisura, rami piegati… hanno reso lentissimo il procedere. Solo dopo il Dente della Strega (valico) gli spazi si sono aperti in grandi pascoli e la discesa è diventata facile e tranquilla.
ALLA RICERCA DI UN LETTO

Con sicurezza ci siamo diretti al posto tappa di Talosio unica struttura ricettiva del paese, qui un’amara sorpresa: tutto chiuso e nessuno reperibile! Delusi ci siamo diretti al Santuario di Prascondù rassegnati a piantare la tenda. La fortuna gira dalla nostra parte: conosciamo Cecilia e Daniele, gestori dell’omonimo ristorante, che si dicono disposti ad ospitarci a casa loro. Segue un’ottima cena in allegra serata.
NOTTE DI PAURA

Tutto proseguiva tranquillamente quando, al rientro da una breve passeggiata, vediamo Iuk inghiottire un boccone di veleno per topi. Nessuno dei nostri telefoni aveva campo. Decidiamo di svegliare Cecilia e Daniele che si offrono di aiutarci in qualunque modo. L’unica soluzione che troviamo è quella di telefonare al veterinario di Iuk a Belluno. Intervento immediato: farla vomitare! Come!? Farle inghiottire un pugno di sale grosso. Con difficoltà riusciamo nell’intento ed otteniamo l’effetto desiderato. La note per noi non sarà tranquilla. Iuk dorme beatamente. Il giorno dopo, con l’aiuto di Daniele, raggiungiamo una farmacia per poter iniziare una cura farmacologia.
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Valle dell’Orco - 13 giugno |
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Sabato 13 Giugno 2009 19:40 |
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Ci eravamo lasciati ai piedi del Mont Cenis che alla fine si è dimostrato più semplice di quello che pensavamo: una lunga strada forestale ci ha portato al valico dove a 2100 m abbiamo trovato un rifugio aperto. Da qui “un petite peu de France e un tochet d’Italia” 23 km sulle creste di confine sempre a quote 2100 e 2200m. Grandi slavine ci costringono ad usare spesso i ramponi. Iuk impazzisce per la quantità di incontri con gli animali: un numero imponente di marmotte, camosci che uscivano a gruppi dagli alpeggi abbandonati, pernici, lepri...

Il percorso: una lunghissima balconata a picco sulla val di Susa distesa 1500 m giù in basso, e sopra di noi altri 1500 m di montagna a tratti avvolta dalla nebbia tra cui il Rocciamelone (m 3500) sulla cui cima svetta una statua della Madonna meta di pellegrinaggi. Discesa vertiginosa su Novalesa (nova lex – nova lux) la cui stretta via principale, la sera , viene attraversata dalle mucche che rientrano dal pascolo, e tutto il paese risuona di campanacci.
Il giorno successivo dedicato agli esami del sangue all’ospedale di Susa dove il medico e gli infermieri sono stati gentilissimi e rapidi, il pomeriggio ancora a Novalesa dove cogliamo l’occasione per visitare una abbazia del 700. Continuiamo a percorrere valli e forcelle fino a scontrarci con il passo del Paschiet (m2440) dove recenti slavine hanno spazzato via i sentieri rendendo difficile la pur stupenda salita. Sulla sommità ancora troppa neve che ci costringe...
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Domenica 07 Giugno 2009 22:54 |
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Oggi grande festa in Savoia, anche se nessuno sembra accorgersene. All’ombra (si fa per dire visto che minaccia pioggia) di un grande forte, baluardo incredibile in una valle strettissima abbiamo festeggiato i nostri primi 300 km, 10.000 m di dislivello e ….il compleanno di Milena. Menù: mezza baguette con formaggio turco, da bere acqua di sorgente! Oggi finalmente ci è venuta a trovare un po’ di vera pioggia, dopo 10 giorni di un cielo ormai monotono nel suo blu così intenso. E’ però stata molto gentile, visto che è diventata torrenziale solo dopo che, raggiunto Bramans, abbiamo trovato un ricovero.

Facciamo un passo indietro: ci eravamo lasciati al paese fortificato di Belvedere. I giorni che ci separano dal quel lontano (!) 28 maggio ci hanno permesso di attraversare le valli di Vesubie, Tinèe, Clarèe ... tutte ricchissime d’acqua, sotto un sole cocente a tratti mitigato dalla folta vegetazione in una solitudine incredibile. I paesi attraversati (St Martin, St Etienne, St DALMAS LE SELVAGE ... ) lasciavano dietro di noi immagini di campanili, torri, cinte murarie, fantasiose meridiane, chiese, vicoli stretti... il ricordo di un medioevo che sembra ancora non essere passato. In questi borghi l’unica occasione di incontro: come sempre in montagna la voglia di comunicare è grande e così anche una semplice richiesta di informazione si trasforma in un lungo dialogo.
Dopo St Etienne de Tinée il paesaggio è completamente cambiato: le montagne sempre più alte e impervie, i valichi coperti di neve con ancora elevato pericolo di valanghe ci costringono a cercare sempre nuove soluzioni per l’attraversamento. Ieri e l’altro ieri abbiamo valicato a quota 2400 m e a 2600 m in un ambiente grandioso e in parte invernale con le marmotte alle loro prime corse. Domani ancora un problema: il MONCENISIO... (intanto è tornato il sole!).
Come ci sentiamo? Dopo i primi giorni in cui alla sera facevamo la conta delle parti doloranti (piedi spalle ginocchia...) il corpo sembra aver accettato la nuova situazione e così lo zaino sembra più leggero le spalle più robuste i piedi non protestano più e le gambe sono allegre. Valerio e Milena.
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Par qua, par là, par su, par zo... |
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Venerdì 29 Maggio 2009 21:33 |
 La grande traversata delle Alpi comincia con una grande impresa: la traversata del Principato di Monaco. Ben 350 m (!) percorsi in 2 ore. Nonostante il grande impegno dei gentilissimi monegaschi il tentativo di uscire si è sviluppato in salite sbagliate ascensori che portavano nel nulla… poi finalmente tra i profumi della macchia mediterranea cominciamo a vedere i grattacieli dall’alto. Durante la salita verso Sospel incontriamo il primo brevissimo temporale, ne approfittiamo per mangiare due crocque monseur. A Sospel entriamo nel primo albergo che incontriamo sulla strada. Non poteva essere meglio. Jean Pierre cerca di accontentarci in ogni cosa e ci offre primizie del suo orto: ciliegie e pomodori. Il secondo giorno lasciato con dispiacere Sospel ci dirigiamo verso Tourini, (1600m slm) e dopo una galoppata di nove ore tra panorami sempre più ampi e sotto un sole cocente incrociamo un bellissimo esemplare di lupo (!) che guarda Iuk incuriosito e per niente spaventato. Da Tourini la strada boschiva porta a Bolene Veusibie e da qui a Belvedere. Il paesaggio ancora a quota relativamente basse è ricco di vegetazione ancora prevalentemente mediterranea. A Belvedere incontriamo la prima difficoltà ad essere ospitati ma con l’aiuto del Sindaco veniamo accolti nella Gite de Tape Comunale , attualmente chiusa. A tutt’oggi 79 km e 4100 m di dislivello in salita.
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Martedì 26 Maggio 2009 15:45 |
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Milena, Valerio e Iuk sono partiti oggi, 26 maggio, da Montecarlo, per la prima tappa dell'Avventura Alpina alla volta di Sospel.
Presto dovremmo ricevere comunicazione e le prime parole dal sentiero dell'Avventura!
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GIUGNO-AGOSTO 2009 - DUE GIOVANI SESSANTENNI A PIEDI ATTRAVERSO LE ALPI: UNA SFIDA AVVENTUROSA E UNA RICERCA SCIENTIFICA
Questo sito racconterà il viaggio di Milena e Valerio, da Montecarlo a Trieste a piedi attraverso le Alpi, lungo i 2600 chilometri e i 130 000 metri di dislivello della Via Alpina. Una splendida avventura e l'occasione per dimostrare qualcosa che la scienza non è riuscita a spiegare: le condizioni fisiche di Valerio, affetto da una grave patologia renale, migliorano con l'attività fisica intensa.

Accompagnateli giorno per giorno su questo sito... o mettetevi lo zaino in spalla e percorrete un tratto di avventura con loro!
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