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News in pillole

26 Agosto
Aggiornata la fotogallery!

12 Luglio
Milena e Valerio sul sito ufficiale della Via Alpina

Inno all'avventura

Un fiero sorriso mi sfiora le labbra
se penso a ciò che sto per fare
La scarpa giusta, lo zaino in spalla
a piedi da un mare a un altro mare
C’è chi mi guarda come fossi matto
c’è chi mi dice «Sarà dura!»
C’è chi mi ascolta con rispetto
chi mi incoraggia «Sarà un’avventura!»
Io non so bene quale sia
la definizione di questa impresa
So che mi sento gagliardo nel cuore
perché nessun altro l’ha mai intrapresa
Non riesco neanche ad immaginare
il caleidoscopio di emozioni
che mi attraverseranno in questi mesi
toccando il suolo di sei nazioni
Quattro lingue diverse sul mio palato
con dialettismi e sfumature
e con la ricchezza senza misura
di punti di vista, cucine, culture
Sei mondi che si fondono assieme
dove non esiste alcun confine
dove la Natura ha il suo reame
ma senza Re e senza Regine
Forse tu ti starai chiedendo
dalla tua calda poltrona imbottita
cosa mi spinga a questa scelta
a questo traguardo nella mia vita
Beh la risposta non è qualcosa
che io ti sappia spiegare a parole
è qualcosa che sento ma che non vedo
e non tocco, come un raggio di sole
è una spinta che viene da dentro
e che ti fa guardare al di là
è un mettersi in gioco, un divertimento
che è diventato necessità
Mi addentrerò fra quelle cime
varcando i confini del regno animale
Mi addentrerò fra quelle cime
come se entrassi in cattedrale
Stessa sacralità, stesso rispetto
fra campanili, pinnacoli, navate
La mia preghiera sarà la mia voce
che scivola sulle alture innevate
sarà il mio piede che lascia un’impronta
sarà la mia mano che sfiora un fiore
sarà la condensa della mia bocca
sarà ogni battito del mio cuore
Fra monti e valli e colline e ruscelli
fra pendii scoscesi e morbidi prati
fra rocce, ghiaioni, bivacchi e malghe
fra mulattiere, sentieri, sterrati
seguendo il ritmo del mio cammino
seguendo i ritmi della Natura
cercando un qualcosa dentro di me
cercando per il mio male una cura
cercando forse una risposta
senza conoscere la domanda
con chiara in mente quale sia la posta
per me e per il mondo che mi circonda
Perché non esiste un allenamento
che ti prepari per la tua Vita
la devi affrontare in ogni momento
giocando fino in fondo la tua partita
E se le carte che stringi in mano
e che la sorte ti ha assegnato
non sono quelle che desideravi
non sono quelle che ti eri aspettato
stringile forte e giocale bene
senza abbandonare il gioco mai
perché, amico mio, quelle vecchie carte
in fondo sono tutto ciò che hai


A Valerio
e Milena

Francesco Bristot

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l'"Avventura" alla Prova del Cuoco si è conclusa con gran divertimento anche se abbiamo perso la sfida contro lo chef Cesare Marretti.

A detta di tutti i  concittadini il nostro "piatto dell'alpinista" era decisamente più appetitoso e accattivante di quello dello sfidato ma il giudice ha decretato diversamente.

A noi resta comunque la soddisfazione di aver potuto parlare dei prodotti della nostra valle e della bellezza dei nostri monti.

 

AVVENTURALPINA SBARCA ALLA PROVA DEL CUOCO

 

Martedi 5 aprile

Valerio e Milena sfideranno lo chef alla Prova del Cuoco

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Giovedi 7 aprile

Valerio e Milena presenteremo la nostra storia durante la rassegna "Dalle Alpi alle Ande", presso il Centro Culturale di Quero (BL) alle ore 20.30.

 

E il diavolo ci ha messo la coda! Tre volte abbiamo fissato il giorno di partenza e per tre volte il tempo si è guastato e le previsioni davano pioggia, freddo e addirittura neve, in arrivo. E così giorno dopo giorno il tempo è passato e tra qualche giorno i rifugi chiuderanno.

Ma l'estate non è passata inoperosa. Valerio ha trovato ogni sera un auditorio diverso e tra una pasta al ragù, il suo cavallo di battaglia, e un risotto al radicchio è riuscito a "servire" tutto il racconto della nostra avventura facendo sbalordire gli ospiti che arrivavano al Rifugio.

Sì, perchè Valerio con suo figlio Gianpaolo sono diventati i nuovi gestori del Rifugio Bianchet alla Schiara e, Valerio, salito al monte inorno al 20 giugno ne è sceso solo poche volte.

 

 

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E io, come le vecchie portatrici sono salita spesse volte con lo zaino ricolmo di pane, carne macinata, formaggio, verdure ecc. a rifornire la cucina.

A volte dallo zaino spuntava il mio mattarello che come ogni cuoco che si rispetti si porta appresso quando cucina fuori. Ecco che così qualche sera è stato  sfornato un pasticcio di lasagne o delle crescentine, delle crostate o uno strudel tutto rigorosamente fatto in casa.

 

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L'estate così è stata intensa di incontri e di avvenimenti. I molti gruppi che percorevano l'alta via n.1 o la Monaco/Venezia, i molti escursionisti che, saliti al Bianchet hanno poi percorso le bellissime ferrate della Schiara, una gara di corsa con l'arrivo davanti al Rifugio e per finire  un concerto di musica classica e la rappresentazione di "La serva padrona" non hanno permesso certo a Valerio di annoiarsi.

 

 

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Io ho dato, quando ho potuto, il mio contributo in cucina per raggiungere la quale però dovevo fare un paio d'ore di cammino mantenendo così una discreta preparazione atletica.

E il nostro viaggio? Non sappiamo. Probabilmente in ottobre "testeremo" la parte in pianura: da Belluno a Venezia che sembra sia la più complicata per la presenza di pochissimi segnali, di molte strade asfaltate e poche alternative su strade bianche e rimaderemo il viaggio completo a un altro momento.

 

 

Da Sant Jacob vediamo il Gran Pilastro che con la sua forma a stretta piramide è molto attraente ma abbiamo capito che anche lassù i rifugi sono ancora circondati da troppa neve.

Vipiteno, piccolo centro medievale, sembra uno scenario da favola ed è piacevole passeggiare lungo la via centrale fiancheggiata dai palazzi dai colori pastello e balconate decorate da fiori.

Nella grande libreria troviamo le carte che ci servono per proseguire il nostro viaggio. La Plose con il suo grande Rifugio descritto come un luogo estremamente panoramico ci aspetta... Col dito seguiamo sulla carta il sentiero che ci interessa e i nomi dei rifugi che in questa zona diventano per noi indispensabili Meglio quindi accertarsi sull'apertura.E qui ecco che il nostro programma trova un ostacolo insormontabile:  rifugi chiusi fino ai primi di luglio.

Telefoniamo alla Plose: "questo è aperto- dice il gestore- ma sto guardando la forcella che dovreste attraversare ed è decisamente vetrata e la neve è ancora abbondante"

Queste notizie assieme al tempo che decisamente sta cambiando ci fanno prendere una decisione.Torniamo a casa  e appena i rifugi apriranno, la neve calerà e il tempo si ristabilirà riprenderemo dove abbiamo lasciato.

Appuntamento quindi per la metà di luglio

VIPITENO 13 GIUGNO

 

La mulattiera che porta  al Passo di Vizze sale dolcemente lungo una valle solcata da un torrente che, come ormai siamo abituati a vedere, è rigoglioso e spumeggiante. Le montagne dal lato sud sono scure e pressochè libere dalla neve, mentre a nord intravediamo ghiacciai scitillanti e conche abbondantemente innevate. Una cascata candida solca una parete rivestita di mughi che fa risaltare il candore dell' acqua

Solo verso il fondo della valle la salita si fa più erta.Zigzaghiamo tra Il sentiero che è interrotto da depositi di neve ancora alta. Arriviamo così al Rifigio Vizze che è stato appena aperto. La bella strada strada che sale dal lato italiano è ancora interrotta da una slavina e solo tra un paio di giorni sarà transitabile anche dai ciclisti che potranno così svalicare in un senso o in un altro. Dopo  aver assggiato uno strudel appena sfornato e chiesto le informazioni che ancora una volta ci sconsigliano di attraversare i monti per i valichi più alti, partiamo alla volta di Vipiteno.

VIPITENO 12 GIUGNO

 

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Le informazioni ricevute dai gestori del Rifugio ci sconsigliano di affrontare il percorso più classico verso il ghiacciaio Tux e ilgruppo Olperer. Meglio optare per il Torcjoch che con i suoi 2389 m è certamente percorribile.

Quello che a tutta prima sembrava un percorso di ripiego si rivela invece una tappa affascinante. Superato il passo calpestando un po' di neve ci appare dal lato opposto un bel panorama su crode innevate prati e cascate e appena più in basso due magnfici laghetti dove ancora galleggiano grandi lastre di ghiaccio.Una compagnia di giovani militari è accampata sulle sponde. Approfittiamo per farci fare una foto e toglierci una curiosità. E così sappiamo che anche in Austria la leva è volontaria.

Nel laghetto che superiamo ammiriamo stupiti una aiuola di delicati fiori lilla sotto la superficie dell'acqua.

Il sentiero continua poi tra rigogliosi ruscelletti e prati che via via si riempiono di fiori quando dopo una curva ci imbattiamo in una ripida slavina che taglia il sentiero. Potremmo cercare di superarla, (abbiamo i ramponi al seguito) ma subito dopo la slavina da superare c'è una violenta cascata di notevoli dimensioni e per quella non abbiamo la soluzione.

Guardando attentamente troviamo però un sentierino appena accennato che con un giro un po' più lungo ci fa superare l'ostacolo.

GINSLING 11 GIUGNO

 

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Dopo aver superato la piana nella quale è distesa Wattens imbocchiamo una nuova valle (Vattental) che sale lungo strade forestali

Uno sbarramento piantonato da militari suscita la nostra meraviglia. Da un cartello anche in inglese si capisce che l’intera area è un poligono militare. L’accesso ai turisti è regolamentato e certe zone possono essere chiuse per alcune ore del giorno.

Superati i 2000 metri la valle si allarga in una vastissima piana all’inizio della quale sorge Lizurem Hutte. Il circo di montagne rilascia numerosi piccoli torrenti per formare un ambiente da cartolina.

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Il vecchio rifugio è stato inglobato in una nuova costruzione. L’interno, tutto rivestito di legno chiaro è davvero bello e, oltre ad ambienti pulitissimi e confortevoli è dotato di moderni sistemi di illuminazione e sicurezza. All’ingresso accanto all’ampio vano scale c’è una grande parete attrezzata per l’arrampicata. All’esterno, altre due facciate dell’edificio sono attrezzate con moltissimi appigli artificiali.

La sera è “allietata” da un gruppo di militari in libera uscita che festeggiano un compleanno a suon di birre.

LIZUMER HUTTE   10 giugno

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Un nuovo incontro con l’Isaar. A Monaco un fiume imponente e straripante ora diventato un bel torrente di montagna. Dopo qualche chilometro giungiamo alla sua sorgente. Qui le acque sono limpidissime e fredde, circondate da una vegetazione verdissima.

Percorrendo la valle Hinterautal camminiamo ai piedi delle aspre cime del gruppo Karwendelgebirge. così la quinta tappa ci porta a passare sotto il Birkkarspitze (m.2749) e al cospetto di grandi pareti.

Sulla sommità della valle sorge in bellissima posizione Halleranger Alm, battuta dal vento in una bellissima serata di prima estate. Davanti a un boccale di birra ammiriamo le stupende pareti del Lafatscher m.2636 e Speckkarspitze m.2621.

 

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Il calore del rifugio rende piacevole la cena

La nuova giornata comincia con una salita a Lafatscher joch (m 2081), in ambiente ampio e spettacolare dove incontriamo e superiamo una slavina per fortuna con neve dura e ben calpestabile.

La discesa è accompagnata da un costante aumento della temperatura. Dopo una breve sosta a S. Magdalena dove sorge una chiesetta affrescata e un accogliente Gasthause riprendiamo la discesa checi porta in un caldo insopportabile.

Con fatica percorriamo il S. Jackob weg . Questo nome ci ricorda San Giacomo di Compostela e in realtà comincia ad apparire il simbolo che accompagna i pellegrini sul “cammino”  ma essendo così lontano dalla parte più nota del percorso compostelliano quasi non ci facciamo caso . Finchè arriviamo a una chiesa con annesso convento intitolati a San Martin.

San Martin è anche il patrono di Belluno e quindi è d’obbligo una visita. L’interno è affrescato con colori vividi che risaltano splendenti dalle candide pareti. Una giovane ragazza è seduta tra boccette di colori, pennelli e odore di trementina davanti a un piccolo altare laterale. Ha un bel sorriso e con un buon italiano, molto volentieri risponde alle nostre domande. – Questa è una delle più belle chiese gotico-tirolesi- dice. – Dall’anno scorso la stiamo restaurando e a luglio di quest’anno sarà finita

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Accanto al portone dell’annesso convento c’è una insegna di un letto e sotto, questa volta inequivocabile, il simbolo della “fleccia amarilla”. Tiriamo il campanello e quando la suora appare chiediamo ospitalità. Nel convento vivono ora solo tre suore. Una stanza per noi c’è: “se vi accontentate” dice la Madre che parla un po’ italiano. La stanza fresca e i copri piumini candidi sono una meraviglia. Altroche se ci accontentiamo!

 

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SAN MARTIN  9 giugno

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Lunghi percorsi su dolci ondulazioni boschive e su pascoli verdissimi ed ampi ci portano al cospetto del Karwendel.

Alla Karwendel Haus troviamo un breve riparo dal vento gelido che soffia in quota. Il rifugio posto in cima alla valle che porta a Scharnitz è raggiungibile anche in bicicletta ma i giovani che vediamo salire faticosamente con questo mezzo arrivano con la faccia un po’ sconvolta.

Qui Iuk non è accettata, così, non avendo scelta discendiamo la valle fino a Scharnitz .

SCHARNITZ (A) 7 giugno

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Al cospetto della Benedectine Wand la malga è strapiena e così, il momento che pensavamo dovesse segnare la fine della nostra camminata si trasforma, nonostante l’ora (18.00),  nell’inizio di un’altra giornata. Una nuova salita seguita da una lunga discesa che ci fa scoprire bellissimi giochi d’acqua ci portano sugli ultimi chilometri in piano prima del paese di Jachenau.

Il nostro navigatore (MyNav) ci dice che oggi abbiamo percorso più di 40 km.

A Jachenau è festa e sembra impossibile trovare una stanza libera.

Solo la testardaggine di una coppia di turisti tedeschi riesce a farci trovare una sistemazione.

Così  la notte, davanti ad una buona bottiglia di vino, sancisce la scoperta di nuovi amici.

JACHENAU (D)  5 giugno

 

6 Giugno 2010

 

torta-compleanno

Anche se l'età non si può rivelare,
oggi si festeggia un compleanno importante.

AUGURI!
 

Hinterriss - 6 giugno 2010

Il primo acquisto alla stazione di monaco e stato un ombrello subito richiuso e sostituito con creme solari.

Dopo tre giorni di cammino oggi siamo entrati in Ausria, dopo essere passati da Bad Tolz, bellissimo paese bavarese, e saliti alla parete di Benedictine Wand, forse la piu famosa della baviera.

Ora siamo arrivati ai piedi del Karvendell stupenda barriera alpina tirolese che domani attraverseremo.

 

I biglietti del treno Bolzano- Munchen sono stati acquistati. Il nuovo zaino è quasi pronto. Le scarpe collaudate. Il tempo sembra che si stia sistemando. Non manca nulla e allora

PARTIAMO

Giovedì arriveremo a Monaco e forse in giornata faremo una piccola breve tappa.

Per quanto possibile aggiorneremo il sito stada facendo.

 

 

 

Un problema in famiglia ci costringe a posticipare la data di partenza almeno di una settimana.

Forse però è meglio così. I versanti nord delle montagne visti oggi da Forcella Moschesin in Val

Pramper sono ancora carichi di neve.

 

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Aggiorneremo la data esatta della partenza appena possibile.

 

 

AVVENTURALPINA VI DA APPUNTAMENTO SULLA:

MONACO DI BAVIERA - VENEZIA

MUNCHEN - VENEDIG

Dopo aver attraversato tutte le Alpi da Ovest a Est quest'anno ci concediamo una breve digressione sempre attraverso le Alpi da nord a sud.

Da Marienplatz a Piazza San Marco  attraversando Germania Austria Province di Belluno, Treviso e Venezia lungo quella che i tedeschi chiamano "La via dei sogni" percorreremo velocemente i 550 chilometri di sentieri e strade sterrate, i 20000 metri di dislivello in salita e toccando tra le altre il Karwendel, il Boè, la Marmolada, la Schiara ci porteranno da Monaco di Baviera a Venezia.

Appuntamento il 24 maggio a Marienplatz

 

 

Mentre qualcosa "bolle in pentola"  e il desiderio di ripartire si fa via via più forte ci aggrappiamo anche all'ultimo cristallo di neve del Serva, Alla fine di maggio dobbiamo essere pronti.

 

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La Bellunofeltrerun, corsa su strada di 30 km partiva dalla piazza dei Martiri a pochi metri dalle nostre abitazioni. Non potevamo quindi mancare e così anche se non a velocità stratosferica abbiamo percorso l'itinerario di gara che passava attraverso i piccoli paesi della sinistra Piave. A far da sfondo le nostre belle montagne ammantate di neve.

La divertente competizione si è conclusa nella bella citta di Feltre. Valerio con il miglior tempo. Milena però con un podio.

 

 

 
Avventuralpina ci ha riservato una nuova divertente esperienza negli studi di Radiopiù (emittente agordina)

In compagnia di Claudio, Giorgio, Antonello e Michele abbiamo passato una piacevole ora in chiacchere registrando la tramissione "Campobase" dove, come si può intuire dal titolo, si parla di montagna.

Dopo pochi minuti l'atmosfera era quella di una calda, rilassata serata in rifugio dimenticando così che i microfoni avrebbero portato i nostri dialoghi in tutta la provincia.


radio

 

Alla fine, dopo aver così rivissuto la nostra "avventura" torniamo a casa sotto una fitta nevicata a continuare a... sognare.



 

SANTA CLAUS RUNNING

8 Dicembre 2009. A Belluno mille Babbo Natale si sono sfidati lungo le vie del centro e della periferia.

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Non potevamo certo mancare, anche se le nostre gambe, ormai abituate più a salire e scendere le montagne che a correre, hanno fatto davvero fatica a protare a termine 21 Km di gara.

Iuk è rimasta a casa: i bagni di folla non sono per lei.


 

Sabato 5 Dicembre - A Venzone (UD) partecipando come relatori al convegno "Park Tech: la tecnologia in montagna" abbiamo esposto le nostre considerazioni sull'uso di un navigatore satellitare (MyNav) che ci è stato utile per l'orientamento e che ha registrato tutta la traccia della traversata delle Alpi.

 

 
Daniela Magiola così scrive dopo la serata a Castion...

Quando si vuole valutare negativamente il pensiero di qualcuno si dice che “ragiona con i piedi”. Questi diventano invece elemento essenziale quando si ha la possibilità e il coraggio di affrontare un’avventura andando a piedi: è il caso di Milena Dalla Piazza e Valerio Sani che hanno percorso le Alpi da Ovest ad est.

Ascoltare il loro racconto offerto dall’Associazione culturale castionese, all’interno della Rassegna “Viaggio in Italia: conoscere i paesaggi italiani”,è stata ancora una volta un’occasione per vivere con gli occhi della fantasia e del cuore questa esperienza. Con gli occhi abbiamo potuto ammirare la bellezza delle catene montuose e avere ancora la conferma di essere fortunati di vivere in questa parte delle Alpi giustamente riconosciuta patrimonio dell’umanità. Con il cuore abbiamo partecipato alla commozione vissuta e raccontataci con entusiasmo e meraviglia dai protagonisti nello scoprire la generosità e la sensibilità delle persone incontrate.

Non rimarrà inascoltato il consiglio che indirettamente hanno offerto i narratori agli appassionati presenti di affrontare una tale avventura, anche se meno lunga chilometricamente parlando, convinti che garantirà salute fisica e psichica a chi la affronterà. Valerio è una prova indiscutibile del beneficio che deriva dal movimento, Milena ci ha confermato che ha “dimenticato”, per la lunghezza dell’esperienza, le problematiche che la opprimevano. Sarebbe interessante sapere cosa pensa Iuk che è stato proposto, in questa terzo racconto rivolto al pubblico, protagonista dell’incontro con il lupo e vittima del veleno destinato ad altri esseri viventi, ma sicuramente felice di poter condividere la tenda con i suoi compagni di viaggio che dalla sua presenza hanno ricevuto un calore particolarmente gradito.

David Le Breton, nel suo libro “Il mondo a piedi”, sostiene che camminare è un’esperienza di libertà che sgombera la mente dai pensieri e dalle pene e che va affrontata con allegria, entusiasmo, buon umore e coraggio. Milena e Valerio sono la prova tangibile di tutto ciò e gli spettatori al teatro San Gaetano di Castion hanno accolto con affetto il messaggio dei protagonisti della serata.

Daniela Mangiola

 

"AVVENTURA ALPINA" RITORNA

GIOVEDI 26 NOVEMBRE 2009 ORE 21

TEATRO SAN GAETANO - CASTION (BL)

NELL'AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE:

VIAGGIO IN ITALIA

SERATE PER CHI AMA CAMMINARE E CONOSCERE I PAESAGGI ITALIANI

UN'ALTRA OCCASIONE PER RACCONTARE LA NOSTRA ESPERIENZA E PROIETTARE LE NOSTRE FOTO

 

 

Dopo la bella serata al ristorante Alla Stanga, e in attesa della prossima che si terrà a Castion (Belluno) il prossimo 26 Novembre, siamo tornati alla vita di tutti i giorni.

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Lo splendido Monte Serva già  palestra dei nostri allenamenti per l’Avventura, è tornato a chiamarci verso la sua cima e così su prati color senape e, tutto intorno i mille colori d’autunno, ogni giorno saliamo su, verso la casera prima, e poi su verso la cima.

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Da lassù godendo dello splendido panorama tornano i ricordi dell’estate appena trascorsa quando ogni giorno il paesaggio era diverso e non c’era il ritorno ma il nostro cammino e il nostro sguardo vagava lontano verso est...

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E poi ecco arrivata la neve, non l’aspettavamo così presto.: gli sci ancora dormono in cantina. Allora andiamo a vedere da vicino in attesa che il manto si consolidi e ci permetta di risalire e scendere in sicurezza.

 

Nuovo appuntamento con il racconto dell'Avventura Alpina

Milena e Valerio presenteranno il loro viaggio
presso il Ristorante Alla Stanga

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Venerdì 23 Ottobre - ore 21

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L'AVVENTURA ALPINA A "OLTRE LE VETTE"

“Auditorium strapieno per Sani e Dalla Piazza. Il tributo della città”.

Così  titolava il Corriere delle Alpi il  4 ottobre: decine di persone sedute in sala, molte quelle rimaste purtroppo all’esterno, giunte da tutta la Provincia, per poter partecipare anche solo di riflesso alla prima “narrazione pubblica” dell’Avventura Alpina. Una serata un po’ atipica nell’ambito della manifestazione “Oltre le Vette”, e al tempo stesso così tipica…

Atipica per il fatto che i protagonisti non sono per una volta atleti agonisti, professionisti super sponsorizzati, ma sono due appassionati che hanno saputo concretizzare i loro sogni in un’impresa degna di tale nome.

Tipica proprio per lo stesso motivo, perché attraverso le emozioni genuine di Valerio Sani e Milena Dalla Piazza “Oltre le Vette” ha potuto recuperare quella dimensione d’incanto spontaneo, di semplice stupore che coglie tutti i neofiti della montagna e quanti non si siano lasciati distrarre da equipaggiamenti sempre più accessoriati che trasformano il viaggiatore in una sorta di cosmonauta delle cime. Più accessori si frappongono fra il viaggiatore e la montagna e più aumenta la distanza fra essi e diminuisce quell’empatia che si può sviluppare solo al contatto diretto.

Valerio e Milena hanno attraversato le Alpi a piedi, da Montecarlo a Trieste, con uno zaino di circa 15 kg a testa. Hanno attraversato la loro stessa Provincia dormendo non a casa propria come al termine di qualsiasi escursione da week end, bensì lungo il cammino. E questo ha permesso loro di conoscere le proprie terre da un inedito punto di vista, che hanno caldamente consigliato a tutti i presenti in sala.

In un’atmosfera di partecipazione, avvolti da luci soffuse e con montata davanti, ai piedi del palco, la tenda che li ha accompagnati nel lungo peregrinare, Valerio e Milena hanno “semplicemente” raccontato , nel senso più immediato e diretto del termine, un sunto della loro Avventura. Aneddoti divertenti, parentesi da cardiopalma, spunti di riflessione, accompagnati dalla proiezione mai didascalica di numerose fotografie a testimonianza di un percorso dalle innumerevoli sfumature. Un caleidoscopio del quale, consciamente, i presenti in sala capiscono di aver percepito solo la superficie destinata ai rimasti a casa, arricchita però dall’emozione palpabile di chi ha realizzato un sogno e dalla malinconia di chi, per usare proprio le toccanti parole di Valerio, «una volta realizzatolo ne resta orfano».

Meritatissimo scroscio di applausi finale e l’augurio che questa Avventura Alpina non sia che la prima di altre Avventure con la A maiuscola, che permettano a Valerio e Milena di continuare ad esprimere tutta la loro palpabile Voglia di Vivere e che permetta a chi è costretto a rimanere a casa di rivivere attraverso loro l’emozione impagabile di un sogno.

Francesco Bristot
Pubblimedia S.r.l.
Ufficio Stampa Avventura Alpina

 

Appuntamento a 'Oltre le Vette'

Milena e Valerio racconteranno la loro 'Avventura' attraverso le Alpi

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Venerdì 2 Ottobre, alle ore 21
Auditorium di Belluno

 

La “discesa” verso il mare è proseguita lungo un percorso fortunatamente ombroso. Infatti queste ultime tappe sono state condizionate dal caldo torrido e dalla mancanza d’acqua. Così i cimiteri sono diventati le fermate d’obbligo, soprattutto per bagnare Iuk. La notte di sabato scorso si è poi scatenato un violento temporale che con l’aiuto della bora ha reso il cielo incredibilmente limpido.

Così Trieste ci ha accolti con il vestito più bello: una piazza meravigliosa con il bianco dei suoi palazzi esaltati dall’azzurro del mare accarezzato dalla bora estiva. Qualche TV, qualche giornalista, ma tanti triestini che con i loro sorrisi e le loro strette di mano hanno idealmente chiuso quell’arco di sorrisi e strette di mano cominciato tre mesi fa nel Principato di Monaco. Accanto alla gioia di aver concluso il nostro programma c’è ora una grande malinconia, una grande voglia di ricominciare.

Perciò ci rifiutiamo di scrivere la parola “FINE”.

TRIESTE 24 AGOSTO

 
ARRIVATI!

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Un saluto da Trieste...



 
La notte delle stelle cadenti
Martedì 18 Agosto 2009 11:56

Da Ratece, ancora sulla Via Alpina, a suon di jota (zuppa slovena) comincia la discesa verso sud. Il paesaggio torna di nuovo aspro e con esso tornano ad aumentare i dislivelli in salita. A Trenta, piccolo centro, ci troviamo al tramonto a fotografare una bellissima montagna che riflette mille tonalità di rosa. E’ il Triglav! La traversta della Slovenia comincia infatti con la traversata dello splendido Parco Nazionale del Triglav. (Tiglavski Norodni Park) Non poteva cominciare meglio. Una ripida salita fino al rifugio Zasavska Koca ci proietta, il giorno dopo, in un paesaggio lunare. Grandi distese di rocce bianche incise dall’acqua e sovrastate da pareti che fanno da sfondo a laghi cristallini, scarsa la vegetazione, qua è là solo qualche piccolo larice. Più in basso una moltitudine di fiori ingentilisce il paesaggio e si rispecchia nei laghetti sempre più contornati di verde. Siamo nella selvaggia e bellissima valle dei Sette Laghi.

La bellezza del luogo e questo particolare periodo fa si che i pochi rifugi siano tutti pieni. Così ci ritroviamo a piantare la tenda in un ambiente... dolinico!! La notte limpida e il buio totale ci offrono uno spettacolo raro, stelle cadenti come fuochi articifiali. Tre, fantastiche, hanno solcato il cielo contemporaneamente. La notte è stata scomoda ma ampiamente ripagata.

Lasciato il parco del Triglav saliamo al rifugio Porenzen. Il vastissimo panorama è ora cambiato: dietro di noi le grandi montagne, davanti una distesa di rilievi boscosi via via sempre più bassi. Abbiamo forte la sensazione che il nostro viaggio stia per terminare. Prima di partire ci eravamo proposti di utilizzare le brutte giornate come giorno di riposo, visto che la pioggia è stata praticamente assente, decidiamo per una tappa breve in un giorno di grande caldo. Iuk approva!

Arriviamo così, seguendo la Via Alpina a Idrija, una delle più antiche città slovene sviluppatasi intorno all’economia della miniera di mercurio, una delle più grandi del mondo. Attualmente è chiusa ed è visitabile in piccola parte dai turisti. Domani lasceremo Idrija e in pochi giorni arriveremo a Trieste... purtroppo, e da lì invieremo il nostro ultimo diario.

IDRIJA 17 agosto.

 
Finalmente usiamo la mantella!
Martedì 11 Agosto 2009 22:15
Valicato il passo Giramondo cominciano a cadere le prime gocce che presto si trasformano in pioggia battente. L’ambiente è comunque bello e, l’assenza di fulmini ci fa godere dello spettacolo dei pascoli inzuppati d’acqua con le mucche indifferenti che continuano il loro ruminare. Quando arriviamo in prossimità del Wolayersee alla pioggia si aggiunge un forte vento. Senza scegliere entriamo nel primo rifugio: una bella struttura in legno in riva al lago, è il Wolayersee hutte. IMG_5662
Ci è sempre andata bene ma il dubbio è sempre lo stesso: ci accoglieranno anche con Iuk? Anche questa volta la soluzione è trovata: dormiremo nel bivacco, ambiente accogliente e riscaldato da una bella stufa a legna. Cena alle 18.30. Dal menù declamato in tedesco scegliamo spaghetti aglio e…( olio e peperoncino, supponiamo noi). Arriva un bel piatto di spaghetti aglio e…..panna! Dopo cena, con l’aumentare delle birre sui tavoli, aumenta l’allegria, compare una chitarra e comincia una sorta di gara di canto tra due tavolate contrapposte. In nostro onore ci scappa anche “La montanara”.
Il rumore della pioggia spinta dal vento contro i vetri appannati accompagnerà il nostro sonno. Al mattino residui di nuvole si specchiano nel laghetto color smeraldo incastonato fra le rocce a picco, lo lasciamo percorrendo ancora una volta un vallone innevato che ci porta alla forcella sovrastante per poi discendere dalla parte opposta costeggiando le pareti del Colians.
Stiamo percorrendo la Traversata Carnica. Non essendoci però rifugi davanti a noi se non dopo diverse ore decidiamo di scendere a Timau. Prima di iniziare il sentiero di discesa incrociamo la Malga Palgrande di Sotto. Qui un gruppo di speleologi ci invitano a restare con loro per cena e per la notte. Accettiamo. Queste persone appartenenti al Gruppo Speleologico Prealpino stavano eseguendo la mappatura delle trincee e delle gallerie italo austriache della prima guerra mondiale. Il Comune di Timau ne farà un museo all’aperto.
Sempre seguendo la Traversata Carnica valicando il Passo di Pal Grande abbiamo la sorpresa di vedere sullo sfondo al di là dell’ultima fila di montagne una striscia blu: IL MARE, La giornata finisce al rifugio Fabiani. E lì per la prima volta scopriamo che la regione Friuli ha dotato tutti i rifugi e le malghe di una piccola biblioteca contenente gli stessi libri (di montagna).In questo modo di rifugio in rifugio si può continuare la lettura dello stesso libro. Il sentiero che corre ora tra prati umidi, rododendri ormai sfioriti, mughi e erbe dalle mille sfumature di verde all’improvviso sale sotto le biancheggianti crode della Creta di Aip e attraverso un sentiero in costa ci porta a vedere gli impianti del Passo di Pramollo. Ancora un paio d’ore e finalmente ci accoglie il Rifugio Al Gallo Forcello con una calda doccia e una abbondante cena.IMG_5645
Il giorno dopo arriviamo ad Egger alm, paesaggio da cartolina, con mucche che girano tra le case in legno sparpagliate su prati smeraldo,troppo presto per fermarci, così puntiamo all’alpeggio successivo. Qui abbiamo l’amara sorpresa di scoprire che non c’è nessuna possibilità di alloggio. Ci offrono in maniera un po’ scortese (è la prima volta) di dormire in una stalla. Visto le condizioni dell’ambiente decidiamo di proseguire per la malga successiva a quasi 3 ore di strada. Poco prima di raggiungerla comincia a piovere ed è ormai quasi buio. Si può immaginare il nostro stato d’animo quando dopo la nostra richiesta di alloggio sentiamo dalla cucina una voce : “cane nein!”. La prima signora ci fa segno di non ascoltare e di seguirla al piano di sopra. Un ballatoio per il cane e una stanza che ci è sembrata una reggia.
A cena la signora burbera si era già ammorbidita e la mattina dopo ci avrebbe dato una grande soddisfazione dicendoci che quelli come noi erano i clienti che gli davano la voglia di lavorare. Mentre salutava anche Iuk, un gruppo di scout tedeschi intonavano una canzone dolcissima, in cerchio e sotto la pioggia. Momenti bellissimi!
Viste le previsioni che davano pioggia ci dirigiamo a fondovalle e da Camporosso ( in prossimità di Tarvisio) saliamo sul monte Lussari (m 1800) dove al rifugio “Locanda al Convento “ avevamo trovato l’unico alloggio libero. Il borgo è piccolissimo e disteso su un crinale della montagna con una incredibile vista sulle montagne slovene C’è poca luce intorno a noi, ma un cielo che si va velando ci impedisce di vedere le lacrime di San Lorenzo, il più bel spettacolo messo in scena dalla volta celeste.
Arriviamo in Slovenia attraverso una ciclabile bellissima, ma noiosa da percorrere a piedi e per di più asfaltata. Il primo paese è piccolo ed accogliente... ma questo è un altro capitolo.

RATECE (Slovenia) 10 AGOSTO
 
La provincia di Belluno: di splendore in splendore
Martedì 04 Agosto 2009 15:13

Un sentiero ripido e panoramico ci porta velocemente da San Martino di Castrozza al rifugio Pedrotti al Rosetta. L’incredibile paesaggio lunare dell’altopiano delle Pale di San Martino è da preludio al grande spettacolo delle Dolomiti della provincia di Belluno. L’altopiano per noi è sempre stato il palcoscenico dei nostri più importanti allenamenti in vista delle sky-race. I suoi spazi aperti, le sue doline, il biancore delle sue rocce che fanno risaltare i profili arditi delle Farangole, dei Bureloni, delle Zirocole lo rendono unico nelle Dolomiti. Le nostre gambe, ricordando le lunghe corse, avrebbero voluto ripartire veloci ma il peso dello zaino le ha costrette ad un passo “himalaiano”. Da qui in poi è un susseguirsi di ricordi di tante corse in montagna. Ma fermarsi e soggiornare in valli che normalmente ci vedevano arrivare e ripartire in macchina ci fa vedere cose antiche come se fossero nuove.

IMG_5614Così la capanna “Cima Comelle” e Gares ci appaiono con il fascino di luoghi mai visti prima. La simpatia dei gestori e un’ottima cena hanno poi reso speciale la serata. Il giorno dopo attraverso le Cesurette, il sentiero Tillman nella Valle di S. Lucano e il sentiero degli Ospizi arriviamo al ristorante La Stanga dove è stato organizzato, da Patrizia e Luca, un brindisi e a seguire una buona cena e nell’occasione altro momento importante: il cambio delle scarpe (Dolomite).

Emozionante l’incontro con parenti ed amici che non vedevamo da due mesi. Ed ecco ancora riaffiorare “vecchi” ricordi. Infatti proprio qui, intorno al larin acceso, con le ottime polpette e un buon bicchiere di rosso, ha preso forma la nostra idea, sempre sostenuta e incoraggiata da Patrizia e Luca. E’ ora della Transcivetta. Dopo averla percorsa tante volte col pettorale e il fiato corto, la lentezza dei nostri passi ci fa gustare ogni piega della parete nord, tempio dell’alpinismo. Una sosta al rifugio Tissi, accolti gioiosamente dai gestori…. e poi via verso il passo Staulanza.

L’entusiasmante traversata della Provincia di Belluno prosegue da malga Prendera, Croda da Lago, rifugio Palmieri …..e giù fino a Cortina. La serata la trascorriamo serenamente con Danilo (Olimpia Sport) e la sua famiglia. La mattina dopo ci accompagnano per un breve tratto verso il passo Tre Croci e la piccola Giulia lascia Iuk con grande tristezza. A Palus San Marco, ospitati nella Villa Gregoriana, abbiamo l’occasione di parlare della nostra esperienza.

IMG_5545Ora il salto è enorme: dai Cadini, riservati e silenziosi, al rutilante vociare dei turisti alle Tre Cime. E così il rifugio Auronzo ci appare molto “cittadino”. Poi però uno sguardo fuori dalle grandi finestre ci incanta e ci strega. La notte il vento spazza le nubi e la mattina si presenta con un cielo ancora blu e ancora calpestando sentieri a noi noti scendiamo in Val Fiscalina, dove casualmente incontriamo il nostro amico Claudio, skyrunner romano, che ci presenta il poeta Mario Brusca. Con loro percorriamo tutta la valle parlando di sport e di poesia. E’ il compleanno di Iuk che festeggiamo sontuosamente, a Padola di Comelico, come ospiti di Germano. Questa volta è l’occasione per rivivere e progettare avventure nel profondo nord in compagnia degli splendidi husky dell’allevamento. L’ululato dei cani indica che la giornata è finita: ora possiamo lasciare che i nostri sogni corrano liberi sulla banchisa polare.

Lasciando il Comelico, dal passo del Palombino, vediamo in lontananza il profilo del Peralba nostra prossima meta. E così dopo la dolcissima Val Visdende scendiamo fino a Sappada per incontrare la d.ssa Francesca Dalla Bianca. I fiori delle splendide facciate delle case di Sappada Vecchia ci accompagnano all’inizio della tappa che ci porterà alle sorgenti del Piave. Le ragazze dell’omonimo rifugio ci riconoscono, e da qui scaturisce un’accoglienza allegra e festosa. Valicando il Passo Giramondo lasciamo la provincia di Belluno. L’Austria ci accoglie con la prima vera pioggia!

WOLAYERSEE HUTTE 3 agosto

 
Martedì 04 Agosto 2009 14:37
A causa di notevoli difficoltà tecniche nel collegamento ad internet,negli ultimi giorni è stato impossibile aggiornare il sito da parte di Milena e Valerio, che si trovano attualmente in territorio austriaco. Certi della comprensione, ci scusiamo e speriamo di poter riprendere a pubblicare il diario dell'avventura il prima possibile.
 
18-24 Luglio
Lunedì 27 Luglio 2009 19:55

La mattina del sabato Iuk, a differenza del solito, continua a ronfare acciambellata. Questo ci conferma che come previsto il tempo è brutto. Su Madonna di Campiglio si sta scatenando una bufera di acqua e vento. Decidiamo di aspettare e solo verso mezzogiorno possiamo partire per il rifugio Stoppani al Grostè (m 2450). Verso quota 2000 il paesaggio è completamente imbiancato e i prati verdi e fioriti hanno assunto un aspetto fiabesco. Il rifugio Stoppani più che un rifugio è un bellissimo albergo dalle cui finestre si gode uno splendido spettacolo sullo Dolomiti di Brenta. Così in serata possiamo gustare, durante la cena, il rosso delle Dolomiti sotto un cielo ormai limpido.

Tutto è rosa intorno a noi mentre ci avviamo, la mattina dopo, verso il passo del Tuckett (m 2648). La salita ripida, sotto la forcella, ci costringe a mettere i ramponi che, per altro, si riveleranno indispensabili nella discesa. Sul valico incontriamo un gruppo del CAI di Tiene il cui responsabile ci invita ad utilizzare le loro corde predisposte per la discesa. Accettiamo, e così ci caliamo rapidamente in un ambiente bellissimo. Alla base della sella ci dividiamo, noi proseguiamo lungo la valle su sentieri esposti, anche se spesso ferrati, fino al rif. dell’Altissimo, e poi fino a Molveno. Molveno è disteso intorno al lago omonimo, evidentemente molto apprezzato da una clientela costituita da giovani famiglie e persone anziane.

Il giorno dopo scavalcando la Paganella giungiamo alla soglie di Trento. Trovandoci così in un ambiente costituito prevalentemente da strade, autostrade, ferrovie, svincoli…usiamo l’auto per attraversare la Val d’Adige fino alla valle dei Mocheni, dove siamo ospitati a casa della sorella di Milena. I Mocheni sono una minoranza linguistica e culturale ufficialmente riconosciuta dalla Regione Trentino. La TV trasmette un telegiornale in lingua Mochena.

Nei due giorni successivi, con pernottamento in tenda al passo Manghen, attraversiamo i Lagorai e giungiamo a San Martino di Castrozza al cospetto delle Dolomiti. Attraverso i Lagorai abbiamo ritrovato una grande solitudine. Prima dell’ultima salita al passo Manghen troviamo, finalmente una malga aperta. E’ appena nato un cavallino, e ci mettiamo ad osservare i suoi tentativi di reggersi sulle zampe. Chiediamo se si può mangiare, ed alla risposta affermativa di Sonia, per la verità un po’ titubante, ci accomodiamo al tavolo di una grande cucina. Ci serve del formaggio, polenta, insalata, chiediamo del vino, e chiudiamo con un buon caffè. Finalmente sazi e di nuovo pronti a partire chiediamo il conto: “ Ma niente benedeti, questo non è un ristorante, è casa mia!” Non ci resta che ridere dell’equivoco, scattare qualche foto e lasciare dietro di noi una nuova amica.

San Martino di Castrozza, 24 luglio

 

BRINDA CON MILENA E VALERIO DOMENICA 26 LUGLIO

AL RISTORANTE 'ALLA STANGA'

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Via La Stanga, 24 - 32036 Mas di Sedico (Belluno)
Tel. 0437-87611 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


A SEGUIRE - PER CHI DESIDERA - CENA A PREZZO FISSO (20€)

PRENOTAZIONE NECESSARIA

 
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